Alessandro Marchi non è il più presidente della Pianvallico spa. Si è dimesso nei giorni scorsi, con una lettera dove si rimproverano ai soci -il comune di Scarperia e San Piero, l’Unione montana dei Comuni del Mugello e il Comune di Borgo San Lorenzo- una serie di rinvii e inadempienze. Da tempo Marchi sollecitava decisioni, ed evidentetemente deve aver perso la pazienza.
Nella lettera si parla del “reiterato rinvio delle decisioni inerenti il potenziale sviluppo della società” nonché del “mancato adempimento da parte dei soci in ordine alla nomina del nuovo organo amministrativo (l’attuale cda opera in regime di prorogatio da aprile 2013), che è motivo di limitazioni per l’incertezza, mancanza di continuità operativa e scoraggiamento ad assumere un’azione di più largo respiro a medio e lungo termine imponendo di fatto la mera gestione del quotidiano”.
Già oggi gli enti locali soci della società pubblica che gestisce le aree industriali del comune di Scarperia e San Piero e del Comune di Borgo San Lorenzo decideranno il da farsi e sceglieranno un nuovo presidente. Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero e presidente dell’Unione, ne ha già tracciato l’identikit: “E’ stata stilata una terna di nomi, e da questa eleggeremo il nuovo amministratore unico. Sarà una figura molto più tecnica che politica, con l’incarico di portare a compimento tutti gli aspetti tecnico-burocratici. Per poi fare un bando strutturato per capire se ci sono persone in grado di presentare un piano industriale, che i soci valuteranno”.
In passato si era messo in discussione il futuro della Pianvallico spa. “Non abbiamo alcuna intenzione di liquidare -risponde Ignesti-, dobbiamo completare dei progetti, e questo tempo -al nuovo presidente daremo un anno- servirà per definire delle linee guida e una proposta che possa dare uno slancio diverso alla società. Voglio ringraziare Marchi e tutto il cda, per il loro lavoro, in una fase particolare che è stata quella della trasformazione della società da pubblico-privata a pubblica. Senza negare le difficoltà che indubbiamente ci sono state, occorre riconoscere i pregi del lavoro svolto”.
Da parte sua l’altro azionista, il sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni mette sul tavolo un’altra questione, quella del riassetto societario, e intanto evidenzia quello che considera “un passo avanti. Si passa da un consiglio d’amministrazione a un amministratore unico, e già questo consentirà dei risparmi. Ma occorre rivedere lo scopo della società e il suo assetto. O diventa una società dell’Unione dei Comuni, oppure ogni comune dovrebbe avere delle quote. Se deve essere uno strumento per la gestione di attività mirate allo sviluppo del Mugello tutti i comuni devono essere coinvolti. Così ha poco senso.” E sui futuri vertici della Pianvallico non fa nomi ma una cosa la dice: “Sicuramente non sarà un ex-sindaco”.
Marchi, che è stato sindaco di Scarperia e assessore in Comunità montana preferisce non far troppe polemiche, ma dalle sue parole si percepisce che la scelta di dimettersi è stata causata dagli atteggiamenti dei Comuni. “Ho deciso di lasciare per sollecitarli a chiudere alcune partite importanti -ribadisce-. Il nostro compito era di fare proposte e le abbiamo fatte a più riprese, da piani di riqualificazione urbanistica, alla realizzazione di aree industriali alla gestione di servizi in global service. Proposte che abbiamo presentato alle amministrazioni socie, ma che non hanno mai trovato coronamento. Non possiamo rimanere inoperosi. Nel 2015 saremo in pareggio, ma del 2016 in poi che accade, se non vi sono attività? Per questo ho voluto sollecitare i soci, con le mie dimissioni. Non voglio dire che la Pianvallico spa deve essere “la ” priorità, ma almeno la pongano tra le priorità. Di questa società si parla sempre male, ma se guardi i vecchi PIP, quelli che si stanno completando a nord della nostra sede, vedi che gli obiettivi sono stati raggiunti. Le operazioni fatte sono andate tutte a buon fine, al di là delle critiche e delle avversità”. Marchi continua: “E’ da due anni che sono in prorogatio, e questo è un limite alla mia attività, come faccio a prorogare a medio o lungo termine? Ho fatto tre assemblee dei soci, mettendo all’ordine del giorno l’elezione di un nuovo organo amministrativo. E tutte le volte i soci non sono riusciti a eleggere questo nuovo organo. Ora con le dimissioni dovranno farlo, per il bene della società, e degli enti locali soci”.
Le dimissioni, tiene a precisare Marchi, non sono legate alle polemiche causate dal progetto di insediamento a Petrona di un impianto a biomasse. “L’ho già detto -nota-, non spetta alla società discutere di biomasse. Siamo una società che allestisce aree industriali per attrarre investitori in Mugello, e non entriamo nel merito della tipologia di attività. Se un’azienda ha i requisti per potersi insediare, lo può fare. E per me la Renovo è un soggetto come un altro, è arrivata qui con un via libera della Conferenza dei Servizi. Certo, dico anche che i contratti stipulati con Renovo sono contratti che giustificano la validità dell’operazione che abbiamo fatto. Alla fine avremo un’entrata che ci consente di recuperare le perdite avute in questi anni”.
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, 4 giugno 2015






1 commento
28.04.2020 Con la conoscenza di due abitanti di Scarperia ho cercato nel Web l’argomento che loro disapprovano, ma con rammarico, che il Presidente di Pianvallico Alessandro Marchi con ferma decisione ha lasciare la Presidenza di Pianvallico spa..Il Presidente eletto, giustamente non può aspettare!!!…..che cosa è tutto documentato, con assembla, conferenze, discussioni. Forse sono in gioco azioni politiche….ma. Prima “devono” pensare al territorio, che e meraviglioso (forse fa gola) poi ai tutti i paesani, le due persone che conosco non si accettano la parola Cittadini. Quindi sono dalla parte del Sig.Aldo Marchi, con l’augurio che chi gli succede possa fare e attuare i programmi. La vedo tosta.