
MARRADI – È una notizia che è subito uscita dai confini mugellani, e ha coinvolto, per la sua gravità, anche le istituzioni fiorentine e toscane. E sulla chiusura, decisa dalla nuova proprietà, dell’Ortofrutticola del Mugello di Marradi, per la volontà di trasferire l’attività a Bergamo, continuano le prese di posizione della politica.
Così, dopo gli interventi di Nardella, di Forza Italia, del Pd borghigiano e dei sindaci del Mugello, ecco altre note e commenti provenienti dai partiti.
“La produzione dei marroni del Mugello non può e non deve finire – dicono Stefano Scaramelli e Maurizio Sguanci, consiglieri regionali di Italia Viva . – Ci siamo già attivati affinché la Toscana adotti ogni misura possibile per scongiurare la chiusura della Ortofrutticola del Mugello. Una realtà produttiva che dà lavoro a un centinaio di persone nell’area di Marradi, nei periodi di alta produzione. Un’azienda storica che vede impegnata soprattutto la forza lavoro femminile. Come gruppo consiliare oggi depositiamo un atto affinché Italcanditi non chiuda questo stabilimento, delocalizzando la produzione nel bergamasco. Grazie all’intervento veloce del sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, è stato già convocato il tavolo dell’Unità di crisi regionale”.
Anche i consiglieri metropolitani di Territori Beni Comuni, Lorenzo Falchi ed Enrico Carpini hanno espresso la loro solidarietà ai lavoratori dell’azienda marradese: “Apprendiamo con preoccupazione della volontà espressa dalla nuova proprietà dell’Ortofrutticola del Mugello di chiudere lo stabilimento di Marradi. Si tratta di una scelta sbagliata, in contrasto con la valorizzazione di un’eccellenza locale come il marrone, riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Siamo vicini ai lavoratori e alla comunità di Marradi di fronte ad una decisione sbagliata che colpisce il tessuto produttivo del nostro territorio in un momento di grande delicatezza. Sosterremo dentro e fuori le istituzioni tutte le iniziative utili a scongiurare il trasferimento, su cui ci aspettiamo che quanto prima si apra un confronto serrato con la proprietà”.
Mentre per Cecilia Cappelletti, consigliere metropolitano della Lega, occorre aprire un confronto serio per difendere i lavoratori: “Quando, nell’agosto del 2020, l’Ortofrutticola del Mugello, storica azienda marradese, fu acquisita da Italcanditi, azienda bergamasca, il Sindaco Triberti dichiarò di aver avuto rassicurazioni sul futuro produttivo dell’Ortofrutticola, auspicando un forte legame tra azienda e territorio Ma, a distanza di poco più di un anno, apprendiamo con sgomento la notizia dell’ennesima delocalizzazione, fra l’altro in un territorio montano e in una piccola comunità, quella di Marradi, in cui la ricaduta sociale ed economica sarà davvero grave. Auspico che si possa aprire un confronto serio e concreto fra Istituzioni e proprietà a tutela dei lavoratori e della comunità marradese tutta”.
I consiglieri metropolitani di Fratelli d’Italia nel Centrodestra per il cambiamento Claudio Gemelli e Alessandro Scipioni commentano la situazione accusando gli amministratori regionali e locali di cadere dalle nuvole: “Ancora un’azienda che sceglie di chiudere gli stabilimenti nella nostra zona. Dove sono finite le ‘nuove prospettive’ di cui parlava il sindaco Triberti quando la Italcanditi di Bergamo acquisiva Ortofrutticola del Mugello di Marradi? Quali opportunità per il territorio? Non è la prima volta, negli ultimi anni, che nell’area metropolitana di Firenze assistiamo a chiusure e delocalizzazioni di grandi aziende con risvolti importanti per il territorio in termini occupazionali. Quello che ci chiediamo e come è possibile che ogni volta chi amministra la città metropolitana e i singoli Comuni cada dalle nuvole? Forse serviva un po’ più di prudenza e guardare anche i piani aziendali di quelle imprese che acquisivano sul nostro territorio. Figuriamoci, nessuno vuole attribuire responsabilità politiche laddove non ci sono dato che le regole della concorrenza sono spietate, però le vertenze aperte sul nostro territorio sono molteplici. Forse che non è più attrattivo per gli investimenti? Si apra una riflessione importante. Adesso la Città Metropolitana faccia la sua parte aprendo un tavolo di confronto con l’azienda lombarda. Come Fratelli d’Italia esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per il futuro dei lavoratori e di uno stabilimento storico dell’Alto Mugello”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Dicembre 2021




