
MUGELLO – Il Laboratorio Ambientale Mugellano continua con la sua opera di informazione e di approfondimento sui temi energetici (articolo qui). Così, dopo aver inquadrato la questione, affrontato le tematiche dell’eolico (articolo qui), delle biomasse (articolo qui), dell’energia solare (articolo qui) e dell’idroelettrico (articolo qui), adesso affrontano il tema dell’acqua.
L’acqua è un composto chimico formato da idrogeno e ossigeno secondo la nota formula H2O, è molto presente sul nostro pianeta tanto da ricoprire circa il 70 % della sua superficie, ed è presente in percentuali più o meno alte in tutti gli organismi viventi, animali e piante.
Senza acqua la vita non sarebbe possibile.
La distribuzione dell’acqua presente sulla Terra assume le seguenti percentuali:
- 1 320 000 000 km3 (pari a circa il 97,3% del totale) sono acque marine salate
- 25 000 000 km3 (pari a circa il 2% del totale) sono nei ghiacciai e nelle calotte polari.
- 13 000 000 km3 (pari a circa l’1% del totale) sono nel suolo, nelle falde acquifere.
- 250 000 km3 (pari a circa lo 0,02% del totale) sono acque dolci nei laghi, nei mari interni e nei fiumi.
- 13 000 km3sono vapore acqueo nell’atmosfera.
L’acqua dolce rappresenta solo il 2,5% del volume totale presente sulla Terra e per più dei 2⁄3 si trova in pochi ghiacciai, in particolare nell’Antartide e in Groenlandia, i quali sono quindi la principale riserva di acqua dolce nel nostro pianeta. La fusione dei ghiacciai a causa dell’effetto serra e dell’aumento delle temperature ha un forte impatto ambientale, sia per l’innalzamento del livello dei mari ma anche per la scomparsa di questa riserva. Durante la fusione dei ghiacci, infatti, l’acqua dolce si mescola a quella salata del mare, divenendo inutilizzabile dall’uomo.
Un ulteriore 30% di acqua dolce si trova in riserve sotterranee e solo meno dell’1% dell’acqua dolce si trova in laghi, fiumi o bacini ed è quindi “facilmente accessibile e sfruttabile”. L’uomo ha già iniziato a consumare in modo sconsiderato anche l’acqua fossile, quell’acqua intrappolata da millenni nelle profondità del suolo.
Passiamo adesso ad analizzare la situazione dell’acqua in Mugello.
La storia ci narra che il territorio mugellano è sempre stato ricco di acqua e soprattutto di acqua minerale molto buona, di alta qualità. Basti pensare alle numerose sorgenti, Panna, Palina, fonte dell’Alpe, sorgente medicea di monte Senario, sorgenti del castello del Trebbio. La valle è attraversata da ovest ad est dal fiume Sieve arricchito, nel suo flusso, da molti torrenti sia in destra che in sinistra fluviale. La Sieve è assurta agli onori delle cronache spesso per eventi legati alle alluvioni, basti pensare all’ultima, la più famosa, quella del lontano 1966.
In realtà da alcuni anni le cose sono cambiate in qualche caso in senso positivo, pensiamo alla costruzione dell’invaso di Bilancino, costruito e voluto anche per regimare i flussi dell’Arno, in altri in senso negativo, pensiamo al passaggio dell’alta velocità ferroviaria ed ai suoi tremendi e permanenti impatti.
Quindi se da un lato abbiamo un’ottima riserva di acqua, l’invaso di Bilancino, dall’altro abbiamo forti carenze dovute ad una non equa distribuzione della risorsa.
Per capire bene le tematiche ed i problemi a loro connessi è necessario innanzitutto pensare all’attuale situazione idrica ed idrogeologica in riferimento al Mugello e Alto Mugello ed ai cambiamenti climatici già in atto.
Quest’ultimi generano e genereranno i seguenti punti critici:
- Incremento del numero e della intensità di eventi notevoli piovosi
- Incremento del numero e della intensità di eventi notevoli siccitosi
- Incremento del numero e della intensità di eventi notevoli ventosi
- Incremento del numero e della intensità degli eventi grandinigeni
- Incremento degli incendi
- Diminuzione degli eventi nevosi e dei centimetri di neve cumulata
- Mancato rispetto della distribuzione idrica stagionale
- Mancato rispetto della distribuzione termica stagionale
Tutto questo comporta dei cambiamenti sensibili e profondi delle nostre abitudini, ma specialmente un cambiamento, oserei dire epocale, degli adattamenti meteoclimatici per ciò che riguarda piante ed animali. In particolare per le colture agrarie e la zootecnia già oggi vediamo le conseguenze di quanto detto ogni giorno. Ciò comporta e comporterà sempre più disagi, mancati redditi, maggiori esborsi, necessità di approvvigionamenti “esterni” instabilità ed insicurezza.
Per quanto concerne la situazione ad oggi abbiamo comunque una parte del territorio, comuni di Borgo san Lorenzo, Vaglia, Scarperia e san Piero, Firenzuola con mancanza di acqua in modo permanente, al di là dell’andamento stagionale e climatico, pensiamo ai terreni, alle case, ed ai paesi nell’intorno del cavo della ferrovia TAV (4 km a dx e sx), fiumi, sorgenti e pozzi in perenne secca a causa del “drenaggio controllato” delle gallerie. Solo per ricordare alcune criticità in merito fiumi: Carza, Bosso, Bagnone, Bagnoncino, Fiorentino, Veccione…non citando qui le decine e decine di sorgenti e pozzi perennemente prosciugati. La nostra montagna per sua conformazione geologica, assai fratturata e ricca di acqua peraltro sfruttabile per gravità ha perduto per sempre, anche in questo caso per intervento umano, previsto e comunque voluto, la più importante delle ricchezze.
L’acqua che i cittadini e le aziende di questi comuni impattati usano deve essere potabilizzata e ripompata (in salita) con costi che non sono a carico di Fs, e Italo ma di noi cittadini. Senza contare gli impatti sugli ecosistemi fluviali con danni permanenti e devastanti mai più riparabili (queste “esternalità negative” chi le paga? i famosi soldi dell’addendum, per la compensazione di chi è stato impattato, 53 milioni di euro, dove sono?)
In altri comuni la situazione è migliore ma non buona per i problemi che accennavamo ed anche per i maggiori attingimenti e richieste.
In conclusione cosa possiamo e dobbiamo fare, sottolineo dobbiamo perché ci troveremo, anzi ci troviamo ad affrontare situazioni che non controllate in tempo, possono portarci ad un forte sconvolgimento del nostro sistema di vita e della nostra “economia”.
Alcuni suggerimenti di intervento da adottare pianificandoli a livello intercomunale di concerto con i singoli cittadini e le singole aziende. Alla base di molti di questi suggerimenti sta l’assunto che l’acqua deve essere presa e conservata quando c’è!
- Costruzione di piccoli stagni ed invasi di cui ci sono anche dei progetti già preparati al tempo dell’Osservatorio ambientale locale (anche a livello di singolo cittadino e piccola azienda); metodo keyline di P.A.Yeomans*;
- Progettazione di questi stagni e invasi con molteplici funzioni: irrigazione, abbeveraggio, antincendio, fornitura energia;
- Interramento di cisterne per il recupero dell’acqua piovana (non capisco perché nel regolamento edilizio comunale non ci sia una norma che obbliga le nuove costruzioni, anche industriali, alla presenza della cisterna per il recupero idrico meteorico.)
- Progettazione di pavimentature esterne “drenanti”: parcheggi, marciapiedi, piazzali;
- Progettazione di cisterne e stagni per il recupero delle acqua meteoriche drenate dalle strade (quanta acqua scorre sulle pavimentature stradali durante i forti temporali?)
- Interventi di educazione/istruzione nelle scuole, verso i cittadini e le aziende
- Accordi con Publiacqua per l’ottimizzazione/efficientamento degli acquedotti esistenti.
- In agricoltura: oltre a quanto già detto aggiungerei modifica dei sistemi di lavorazione del terreno (lavorare a cavalcapoggio e reggipoggio non a rittochino), impiantare colture secondo le curve di livello; costruzione di terrazzamenti; messa a dimora di alberature e siepi (vedi altro articolo); adozione di sistemi permacolturali; efficientamento dei sistemi irrigui (goccia); accordi con CNR ed Università per monitoraggio e analisi.
* Alcune info sul metodo Keyline di P.A.Yeomans http://yeomansproject.com/
https://www.youtube.com/channel/UCUPgPJZAlkxt207sxcdp4DQ/videos
http://www.regrarians.org/keyline-project-sites/
Risorse per approfondire il metodo keyline
Humadesign.org in collaborazione con Darren Doherty ha preparato un manuale per comprendere la geometria e la progettazione keyline piuttosto curato.
È anche in italiano qui:
Darren Doherty, http://www.regrarians.org
http://www.regrarians.org/services/farm-design-process/
http://www.regrarians.org/regrarian-handbook/
Articoli di Doherty sulla Keyline e riassunto
Keyline Design References and Resources
Giulio Sassetti ha scritto due post in merito alla Keyline, dopo aver partecipato ai corsi di Deafal con Eugenio Gras:
https://www.youtube.com/watch?v=quUFnepb6ok
Qui una presentazione della Keyline molto semplice e che la mette a confronto con alcuni principi della permacultura
http://www.slideshare.net/hwykman/intro-to-keyline
NB: alcune informazioni sono prese da wikipedia
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Questo documento è stato elaborato dal Laboratorio Ambientale Mugello a cura Piero Mazzinghi, Anna Lupi e Giacomo Tagliaferri (e la preziosa collaborazione di Margherita Mansuino).
Laboratorio ambientale Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 luglio 2022




