MUGELLO – Il Laboratorio Ambientale Mugellano continua con la sua opera di informazione e di approfondimento sui temi energetici (articolo qui). Così, dopo aver inquadrato la questione, affrontato le tematiche dell’eolico (articolo qui), delle biomasse (articolo qui) e dell’energia solare (articolo qui), oggi è il turno dell’idroelettrico.
L’idroelettrico rappresenta circa il 40% della generazione elettrica da rinnovabili in Italia: dalle centrali a valle delle dighe o lungo i fiumi che sfruttano il movimento dell’acqua arriva circa il 18% della produzione totale di energia elettrica (circa 49 su 280 TWh, dati Terna 2020). Nel Mugello già esiste un impianto idroelettrico, quello relativo all’invaso del Bilancino, con una potenza installata di 2400 kW e che produce un’energia media annua di circa 5 GWh, dipendenti dalla piovosità.
Ulteriori impianti di tali dimensioni non sembrano possibili nel territorio, ma impianti più piccoli, dell’ordine dei 30-40 kW e produzione annua di circa 100-200 MWh sono realizzabili sfruttando piccoli sbarramenti già esistenti sul corso della Sieve. Questi trarranno beneficio dalla “stabilizzazione” del flusso idrico causato dalla diga di Bilancino, che evita flussi di piena troppo elevati e periodi di secca, rendendo più costante la produzione.
Un ulteriore contributo alla produzione di energia rinnovabile può derivare dall’utilizzo di micro generatori idroelettrici da applicare direttamente ai salti d’acqua esistenti presso ruscelli e torrenti di cui è ricco il territorio della nostra comunità montana. Questi innovativi sistemi, semplici e economici nel loro campo, non richiedono alcuna opera edile (sbarrabacimenti, captazioni, deviazioni, canalizzazioni, ecc.) oppure sfruttano quelle esistenti, come i vecchi mulini non più utilizzati di cui è ricco il territorio. Le turbine sono collegate ad alternatori e ad opportuni sistemi elettronici, per generare economicamente considerevoli quantità di energia rinnovabile, senza alcun impatto ambientale, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera.
La determinazione della possibile produzione di energia è molto semplice, una volta nota la portata del corso d’acqua. L’energia potenziale è data dalla formula E=mgh, dove m è la massa che discende, g l’accelerazione di gravità (9.8 m/s2) e h l’altezza della caduta. Considerando che l’acqua ha una massa di circa 1000 kg/m3, la potenza generata da un impianto idrico in kW è data da:
P(kW)=rpgh
dove p è la portata idrica in m3/secondo e r il rendimento della turbina (normalmente circa il 90%). Tanto per dare un’idea, una portata di 1 m3/s con un salto di 10 m produce 88 kW. Come riferimento, la Sieve ha una portata media di circa 2 m3/s, quindi è chiaro che per produrre potenze consistenti occorrono portate elevate o grossi salti.
Va comunque considerato che l’introduzione di questa tecnologia per la produzione di energia elettrica non richiede alcuna modifica delle abitudini dei cittadini perché riguarda corsi d’acqua spesso non visitati e che comunque non provocano cambiamenti nel flusso idrico. Un ulteriore vantaggio è che i piccoli bacini creati a scopo energetico sono utilissimi anche per altri scopi, come riserve d’acqua per l’irrigazione e l’antincendio, per la mitigazione delle piene causate da piogge abbondanti e per l’abbeveraggio. Un esempio di micro idrico da circa 30 kW, già funzionante, è visibile presso l’azienda di Rincine, Rufina.
Anche in questo caso un problema è la parte burocratica, particolarmente complicata e costosa in quanto lo sfruttamento dei corsi d’acqua è strettamente regolamentato sia dal punto di vista economico che per la sicurezza. In generale è richiesta una domanda di concessione con relazioni tecniche, idrauliche, geologiche e idrogeologiche, elaborati grafici, relazioni tecniche, valutazione di impatto se in zona a vincolo paesaggistico e/o idrogeologico e talvolta VIA. Per i piccoli impianti la pratica può venire a costare più della stessa realizzazione. I comuni e le altre amministrazioni locali potrebbero aiutare, sia semplificando le procedure che aprendo sportelli di consulenza per i cittadini e le imprese, ma comunque sempre nei limiti della legislazione nazionale. Recentemente, vista anche la grave situazione determinata dalla siccità, il Presidente Giani, ha annunciato che la Regione Toscana ha in programma di incentivare la realizzazione di piccoli bacini e di semplificare le relative procedure.
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Questo documento è stato elaborato dal Laboratorio Ambientale Mugello a cura Piero Mazzinghi, Anna Lupi e Giacomo Tagliaferri (e la preziosa collaborazione di Margherita Mansuino). Il Laboratorio nasce dall’idea di migliorare l’ambiente in cui viviamo cercando di interfacciarsi con la popolazione e con gli amministratori e
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Laboratorio ambientale Mugello (Francesco Noferini)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 luglio 2022



