FIRENZUOLA – Avevano scritto a Tommaso Triberti, nella sua qualità di consigliere delegato per la viabilità mugellana della Città Metropolitana di Firenze una lettera molto preoccupata, in merito alla situazione venutasi a creare con la chiusura del ponte della strada Sp 610 Imolese. E subito Triberti ha deciso di incontrarli. L’incontro è fissato per il 9 marzo prossimo, nelle vecchie scuola di Coniale.
I cittadini delle frazioni di San Pellegrino, Coniale, Tirli e Rapezzo, dopo aver inviato una lettera al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, avevano scritto a Triberti:
Egregio consigliere per la viabilità Triberti,
siamo i cittadini delle frazioni site lungo il fiume Santerno nel Comune di Firenzuola, le scriviamo per esternarle la preoccupazione e lo sgomento che si sta diffondendo in tutti noi dopo la notizia della chiusura ai mezzi sopra le 7,5 tonnellate sul ponte della SP610 in località Ca’ Bassa.
Anche lei risiede in un comune montano e dovrebbe capire quanto è difficile spostarsi in comuni ampi e impervi come il nostro, eppure nel suo comunicato del 24/2 si travisa una fredda presa di coscienza verso il problema.
Lei dice di comprendere le nostre difficoltà, ma non propone nessuna alternativa e ci prospetta di dover sostenere un grosso disagio per molti anni.
Firenzuola è un luogo ricco dal punto di vista paesaggistico ed è metà estiva per molti fiorentini che affittano case per l’estate, balneano nel nostro fiume e fanno escursioni nella natura, ma la città metropolitana nel corso degli anni ha sempre trascurato le nostre strade, rimandando con indifferenza manutenzioni importanti fino a renderle impraticabili.
Le scriviamo per comunicarle il nostro disappunto su questo banalizzare i problemi lontani dalla città e invitiamo lei e tutti i membri del consiglio metropolitano, a transitare sulle nostre strade per qualche giorno per constatare voi stessi di cosa stiamo parlando.
Sarebbe un gesto che ci solleverebbe e ci farebbe sentire davvero parte della provincia di Firenze, di Firenze si, quella immensa ricchezza del rinascimento che molti secoli fa volle Firenzuola e che ancora oggi si avvale dei nostri maestri scalpellini e della nostra pietra per abbellire e restaurare chiese e piazze fiorentine.
I firenzuolini invece sono un popolo semplice, abituati a percorrere km e km sugli Appennini e chi nasce qui impara a guidare presto perché gli spostamenti sono inevitabili.
Le strade per noi sono vitali, e per noi non ci sono alternative alla provinciale 610 per spostarsi verso l’Emilia Romagna, per noi si tratta di un emergenza a cui deve essere trovata una soluzione. I ragazzi che frequentano le scuole superiori di Imola, sono costretti a viaggiare su uno scuolabus da 20 posti a sedere su cui quasi la metà di loro deve affrontare il tragitto fino a Castel dei Rio in piedi, con uno zaino sulle spalle su una strada piena di curve. Le imprese che inviano autotreni di inerti e pietra in Emilia Romagna passando per Imola con la SP610
percorreranno 120 km anziché 45 passando dall’autostrada per Bologna.
Sulla stessa strada ci sono altri tratti gravemente trascurati, ovvero in prossimità del bivio per Casetta di Tiara dove è ancora presente un semaforo per una frana di quasi 15 anni fa, e per il quale proprio la città metropolitana il 18/3/22 comunicava di aver stanziato € 370000 di fondi, i quali fino ad ora non sono stati utilizzati nonostante la gara d’appalto sia già stata chiusa.
Poche centinaia di metri prima del ponte della Ca’ Bassa vi sono altri tre tratti di strada con senso unico alternato, di cui uno su un altro ponte importante dove e neanche su quelli sono mai stati fatti interventi.
Ci sono numerosi segmenti che necessitano di nuovi guardrails a ridosso del fiume. Qualche anno fa un uomo è morto in un incidente cadendo nel fiume con la sua auto proprio per la mancanza del guardrail che poi lo scorso anno è stato installato.
Per il 2023 avete stanziato € 746942 di fondi per la viabilità delle aree interne, le chiediamo di dare priorità alla SP610.
Ringraziandola per l’attenzione, restiamo fiduciosi di una sua risposta.
I cittadini delle frazioni di San Pellegrino, Coniale, Tirli e Rapezzo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 marzo 2023




