MUGELLO – La CISL del Mugello-Alto Mugello, la FNP di zona e la Funzione Pubblica, esprimono profonda preoccupazione per lo stato in cui continua a versare il servizio sanitario pubblico. Ecco la nota stampa:
La CISL del Mugello-Alto Mugello, la FNP di zona e la Funzione Pubblica, sempre attente alla situazione sanitaria della zona, esprimono preoccupazione per lo stato in cui continua a versare il servizio sanitario pubblico.
In particolare rilevano la carenza sempre più accentuata dei medici di base, primo presidio della medicina territoriale. Tale preoccupante carenza, è frutto della mancata programmazione per il ricambio generazionale dei medici, anche se conosciuta da chi riveste responsabilità direzionali, mai adeguatamente affrontata.
Questa carenza determinerà un sensibile peggioramento nel rapporto medico assistito, considerato che per rimediare alla mancata programmazione, è stato aumentato il numero dei pazienti ad ogni medico.
Prevedibilmente questa situazione avrà ricadute negative sul presidio ospedaliero di Borgo San Lorenzo, in quanto le persone che non riusciranno a relazionarsi col proprio medico di famiglia, si rivolgeranno al pronto soccorso dell’ospedale, determinando un ulteriore aggravamento dei carichi di lavoro sui dipendenti, creando disservizi a causa della endemica carenza di personale medico e sanitario, che periodicamente determina la riduzione temporanea dei posti letto, per consentire ai lavoratori di usufruire dei riposi previsti dal contratto di lavoro.
Le recenti dichiarazioni di indizione della gara di appalto per i lavori di adeguamento sismico e ampliamento dell’ospedale di Borgo San Lorenzo, non sono sufficienti a tranquillizzarci, considerate le innumerevoli volte che in questi anni, agli annunci non siano mai seguiti i fatti. In virtù di ciò, chiediamo il cronoprogramma degli adempimenti in modo da poter verificare la serietà o meno di tali annunci.
Quando si parla di sanità nel Mugello, va tenuta in considerazione la vastità della zona, che da sola rappresenta quasi la metà del territorio fiorentino, con comuni aldilà dell’appennino, collegati da passi montani. Depotenziare le attività specialistiche dell’ospedale, come avvenuto ormai da tanti anni, significa privare i cittadini del diritto di usufruire nel territorio dove abitano, dei servizi sanitari.
Le lunghe liste di attesa per le visite, costringono sempre più persone a doversi rivolgere al privato sobbarcandosi ulteriori costi, e l’esternalizzazione di specialità come i prelievi ematici, denotano questa tendenza.
Insomma, un quadro dal punto di vista sanitario poco rassicurante, anche riguardo ai servizi diffusi sul territorio, che per lo stesso motivo di carenza del personale amministrativo, tecnico-sanitario e sanitario, risulta ovviamente depotenziato.
Dare risposte concrete a queste inefficienze, significa non vanificare gli sforzi finora compiuti dai professionisti del sistema sanitario pubblico, che hanno dimostrato professionalità e spirito di sacrificio, soprattutto nel periodo più critico della pandemia.
La sanità non è un costo, ma una risorsa pubblica, ora anche con il PNRR, non si deve esternalizzare e tagliare, ma rafforzare, migliorandolo realmente, il pubblico servizio.
FNP FP CISL Zona Mugello – Alto Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 giugno 2023



