MUGELLO – Sono passati più di tre mesi, e in Alto Mugello le ferite inferte dal maltempo, con le centinaia di frane che hanno devastato strade, campi, castagneti, sono ancora lì. Se i tre comuni dell’Alto Mugello hanno subito lavorato per ripristinare almeno i collegamenti viari, moltissimo resta da fare, e si attendono i fondi necessari dal Governo. Ne parliamo con Tommaso Triberti, sindaco di Marradi.

Preoccupato? Sì, c’è molta preoccupazione. Abbiamo fatto le corse per iniziare i ripristini e rimandare i cittadini nelle loro case, almeno tutto quello che era possibile – nel comune di Marradi le somme urgenze sono 3 milioni e 200 mila euro solo di strade comunali – proprio perché dobbiamo prima dell’autunno cercare di ripristinare il minimo indispensabile. Dopodiché, assieme alle associazioni di categoria dovremo fare il bilancio preciso per quanto riguarda ad esempio i castagneti e capiremo con più chiarezza la situazione tra qualche mese, e anche nei boschi, che danno comunque lavoro con il settore del taglio del bosco: ancora sono da verificare con attenzione e adesso non vediamo quanto sono danneggiati. A Palazzuolo, a Marradi, Firenzuola, ci chiediamo con preoccupazione cosa accadrà ai versanti quando inizierà a piovere. Per questo è necessario che la fase di ricostruzione inizi il prima possibile, però ovviamente non potrà partire nelle prossime settimane. Perché per la ricostruzione definitiva ci deve essere la disponibilità dei finanziamenti, poi sono necessarie progettazioni approfondite, poi le aggiudicazioni e poi i lavori.
Al di là delle visite del generale Figliuolo, come sta andando l’iter della ricostruzione? Soldi, progetti e cantieri, a che punto siamo? Il dato positivo è che hanno destinato i fondi per pagare le somme urgenze, e questo era fondamentale per non mettere in difficoltà le amministrazioni comunali. Per quanto ci riguarda, la scelta di andare comunque avanti e fare quasi tutti gli interventi di cui c’era bisogno in modo immediato, è stata giusta e ci ha permesso di rispondere a molti dei bisogni
Per la fase della ricostruzione al momento ci hanno chiesto di quantificare a grandi linee le esigenze ed i bisogni. Ovviamente, predisposte in poco tempo sono stime provvisorie, che andranno ridefinite. Il tema è sempre il solito: una cosa sono le somme urgenze, dove si poteva e si doveva fare subito. Mentre la ricostruzione ha un altro iter burocratico amministrativo, e costi ancora maggiori, per cui se arrivano i soldi si inizia a lavorare, se non arrivano i soldi non si ricostruisce un bel nulla. Non si può. E se non si ricostruisce si lasciano situazioni estremamente precarie, in un territorio che si è scoperto, in una notte, ancora più fragile. Per questo la preoccupazione è grande.
Va però evidenziato che le comunità locali hanno dimostrato una significativa capacità di reagire, con efficienza e rapidità: penso agli interventi che hanno consentito di far tornare a casa la quasi totalità delle famiglie; poi c’è un desiderio forte di ripartire da parte dei cittadini e delle attività produttive, che dopo un primo momento di sconforto hanno aggredito il problema, e l’estate è stata positiva: le persone sono tornate nei nostri paesi, le attività si sono messe in gioco, e ora aspettiamo ottobre, un mese fondamentale per la nostra economia. Direi che alla fine di ottobre capiremo i danni veri che il nostro territorio ha subito: perché non sono solamente le strade e le viabilità, c’è tutta un’economia che oggi è precaria. Continuo a pensare ai castagneti danneggiati: oggi ancora non sai quale sarà la loro produttività.

Mi pare quindi di capire che la gran parte dei finanziamenti ancora non c’è… Le somme urgenze sono state ripagate dal Governo, e questo è positivo. Tutto il resto, e gli interventi sui privati, ancora non è stato definito e i numeri che ci sono stati chiesti e che abbiamo trasmesso sono ancora generici, perché non si basano su dei progetti ma su quantificazioni. Per le strade comunali si parla di oltre 20 milioni di solo importo lavori.
Quindi il Governo non paga perchè non siete pronti? Senza soldi, senza la certezza dei finanziamenti non si può partire. Prima devi fare i progetti, e i lavori non partono senza indagini e progetti. Spero che queste risposte concrete promesse, arrivino in tempi brevi, è determinante.
Non sarebbe ragionevole pagare intanto una prima trance? Perché i lavori possano essere già avviati anche se non sono di somma urgenza? Intanto il Governo dovrebbe dare ai comuni la certezza delle risorse per fare le indagini e la progettazione, così nel giro di pochi mesi potresti avere dei progetti esecutivi pronti a partire e con la certezza delle risorse che sono necessarie.
A proposito di urgenze, c’è comunque un’emergenza su tutte: la linea Faentina, la Firenze Ravenna è interrotta a poca distanza dal confine toscano ancora da maggio. E’ una cosa normale non aver ancora riattivato una linea così importante? La situazione è critica. Da Maggio stiamo chiedendo interventi e molti sono stati fatti, compreso il rafforzamento di un ponte danneggiato dall’alluvione, ma l’asticella si sposta sempre più in là. Ora aspettiamo la fine di Agosto, quando ci hanno assicurato che diranno qualcosa di più ufficiale, ma siamo estremamente preoccupati. Sicuramente la situazione è straordinaria, perché ci sono circa 170 frane che minacciano la linea nel tratto da San Martino in Gattara a Fognano, un tratto di pochi chilometri. La linea è ripulita e sistemata, e quindi di per sé potrebbe tornare operativa. Quando abbiamo fatto il viaggio sui binari con i carrelli per fare i sopralluoghi si vedevano molti fronti di frana importanti, anche distanti dalla linea che però potrebbero interessare e mettere a rischio la linea stessa. Per questo abbiamo grandi preoccupazioni: a settembre riprenderanno le scuole, riapriranno tutte le aziende e se rimanessimo privi di collegamento ferroviario sarebbe un danno gravissimo per un territorio fragile come il nostro, ma penso anche al comune di Brisighella con frazioni come San Cassiano e San Martino che vivono una situazione come la nostra, è un danno enorme. Abbiamo chiesto servizi sostitutivi che non sono però sufficienti, e devono essere ancora più precisi e puntuali.
Dovranno essere previsti interventi rapidi ma anche interventi a sostegno dei tanti pendolari, studenti e lavoratori, che ogni giorno si recano a scuola o al lavoro. Abbiamo chiesto anche direttamente al Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani di interessarsi della situazione di blocco della Faentina, che peraltro è anche una situazione anomala, perché la linea è gestita da RFI Toscana, ma il territorio su cui insistono le frane, che minacciano la linea ferroviaria, è in Emilia Romagna, nel Comune di Brisighella. Sono prevalentemente aree private, con tutte le criticità amministrativo – burocratiche che un paese come il nostro ha. E questo temo finisca per complicare la situazione. C’è bisogno però di fare il prima possibile, mettendo a disposizione tutte le energie. Noi siamo a disposizione.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 agosto 2023


