
Padre Giovanni Roncari, che pochi giorni fa è stato nominato da Papa Francesco Vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello (articolo qui), ha passato tre anni a Borgo San Lorenzo, svolgendo i ruoli di guardiano del Convento dei Cappuccini, assistente del Terz’Ordine Francescano di San Carlo e parroco di San Giovanni Battista a Senni.
Ringraziamo Laura Borelli e Gianluca Paladini per le testimonianze che ci hanno affidato e che pubblichiamo.
Molte cose si potrebbero dire di padre Giovanni Roncari, ma ne dico una, che mi ha da sempre colpita: saper prendere la vita con umorismo e semplicità, come se in ogni avvenimento, bello o brutto che sia, si potesse scorgere sempre l’opera della Provvidenza di Dio e aderirvi- perché no?- accompagnati una battuta sagace e a volte, sdrammatizzante.
Giovanni, professore, guardiano, vicario, parroco, assistente dell’OFS, ma sempre e soprattutto frate minore. Frate che crede fermamente nella fraternità, nell’unità, nell’essere insieme. Nel camminare insieme, ciascuno facendo la propria parte, grande o piccola che sia, ma sempre importante e necessaria agli occhi di Dio.
Laura Borelli
Abbiamo avuto la gioia di condividere tre anni della nostra vita con Padre Giovanni che è stato l’assistente spirituale della nostra Fraternità OFS. Per questo non è facile scrivere un suo ricordo in poche righe. Ma la prima cosa che mi viene in mente è il suo attaccamento alla Chiesa, a servirla, seguendo appieno l’esempio di S. Francesco d’Assisi che ci ricorda come tutti noi francescani siamo al servizio della madre Chiesa. E lui l’ha servita, come parroco della parrocchia di S. Giovanni Battista a Senni, come vicario episcopale per il clero quando l’arcivescovo di Firenze l’ha chiamato a questo compito e continua ora che Papa Francesco l’ha chiamato come Pastore della Diocesi di Pitigliano, Sovana e Orbetello. Padre Giovanni, come lui stesso ha ricordato in un’intervista, non è l’unico Vescovo Cappuccino. Infatti, ora con lui, sono tre i Vescovi Cappuccini della Toscana e, si spera che non sia certamente l’ultimo. In breve voglio dire che per noi è stata una figura significativa, per l’insegnamento che ci ha saputo trasmettere, di cui sentiremo certamente la mancanza. Voglio concludere con le parole di un nostro ragazzo, Giosuè Cerbai, che quando un mese fa circa, Padre Giovanni ci ha lasciato per tornare al Convento di Montughi (ancora non si sapeva niente della sua nomina episcopale) ha così candidamente scritto in un biglietto: “Padre Giovanni, tu sei stato una persona importante per noi, che si vede non potevi essere solo per noi”.
Gianluca Paladini
Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 ottobre 2015


