
BORGO SAN LORENZO – Con l’inaugurazione del campo da padel al Centro Giovanile di Borgo San Lorenzo (articolo qui), il primo del Mugello, si rafforza ulteriormente la collaborazione tra la Fondazione Romanelli e Bruschi, proprietaria degli immobili, ed il Centro Giovanile che vi è ospitato. Del nuovo campo e dei rapporti tra le due entità abbiamo parlato con il presidente della fondazione, Giovanni Bagiardi:
Iniziamo dalla nuova struttura, in quali giorni e orari sarà disponibile il campo da padel?
“Il campo sarà aperto sette giorni su sette, si potranno prenotare turni da un’ora e mezzo, che corrispondono alla durata di una partita di padel, e l’ultimo sarà dalle 21.30 alle 23.00, quindi anche in notturna”.
Quali servizi offrirete a chi prenoterà il campo?
“La prenotazione potrà essere fatta tramite il sito internet, ci saranno a disposizione due spogliatoi dedicati, si potranno noleggiare due tipologie di racchette, e acquistare le palline. Il costo del campo sarà comunicato sabato in occasione dell’inaugurazione”.
Venendo all’inaugurazione, cosa prevede la giornata?
“In occasione dell’inaugurazione la Fondazione Romanelli e Bruschi donerà al Centro giovanile, per metterlo a disposizione di tutti, un furgone da nove posti attrezzato con rampa per il trasporto dei disabili. Sottolineo che questo mezzo, che sabato sarà benedetto dal pievano don Luciano Marchetti, sarà a disposizione di tutta la comunità, delle trenta associazioni che gravitano intorno al Centro Giovanile e non solo, da usare in sinergia e non in concorrenza con la realtà che già operano nel trasporto sociale; sarà anche a loro disposizione. Per usarlo al meglio stileremo una sorta di regolamento”.
Gli esempi del campo da padel e del pulmino sono segno di una sempre più attiva collaborazione tra la Fondazione ed il Centro Giovanile?
“Negli ultimi sette anni il rapporto tra la Fondazione ed il centro si è rafforzato, fino a diventare, come è stato detto in occasione della fine dei lavori alla struttura che ospita il bar, che per tanti anni era stata chiamata ‘l’incompiuta’, due polmoni che danno ossigeno per gli stessi fini, in favore delle tante associazioni che gravitano intorno al centro, un po’ come sarà per il nuovo pulmino”.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Febbraio 2024



