BORGO SAN LORENZO – Borgo San Lorenzo si prepara a perdere un altro pezzo della sua storia? Pare proprio essere così, almeno stando al grido di allarme che arriva in redazione da parte degli attuali gestori del Circolo Arci Unione – Casa del Popolo di Borgo San Lorenzo. La Fondazione Ponterosso, proprietaria dell’immobile, ha infatti deciso di non rinnovare il contratto di affitto dei locali con l’attuale Consiglio direttivo del Circolo, che quindi dovrà cessare la sua attività entro il prossimo 30 Giugno.
“La questione – spiega, parlando anche a nome del Consiglio, il responsabile del Bar, Moa Mhad – era emersa già nel 2012, allora si parlava di chiudere l’attività, poi è subentrato questo Consiglio, presieduto da Elena Cecchi, e l’ha salvata. Purtroppo però il problema si è ripresentato nel 2021, e anche in questo caso siamo riusciti ad ottenere un rinnovo per tre anni. Però adesso la Fondazione, usando il preavviso previsto di sei mesi, ci ha inviato la disdetta del contratto. Dovremo – aggiunge – smontare tutto il materiale, anche il bancone del bar. Eppure – conclude – il circolo lavorava, anche se con alti e bassi. Abbiamo sempre pagato l’affitto. Proprio ieri – lunedì 11 Marzo, ndr – ci ha contattato l’Arci, per dire che loro non possono farci niente, e ci hanno dato conferma della chiusura. Purtroppo, a differenza di molti altri circoli Arci, noi siamo in affitto e non abbiamo locali di proprietà. Non mi capacito – aggiunge – non ci hanno dato nessuna spiegazione”.
Ma allora, chiediamo anche a Luciano Baggiani, presidente della Fondazione Ponterosso, il circolo non riaprirà? “Questo – risponde – dovreste chiederlo ad Arci”. A Baggiani, visto che chiama in causa Arci, chiediamo allora se la decisione di non rinnovare il contratto arrivi da Arci o dalla Fondazione: “La decisione – afferma – è stata della Fondazione. Ci siamo semplicemente avvalsi, per motivi che non vogliamo rendere pubblici, della facoltà che avevamo di non rinnovare il contratto. Poi abbiamo informato Arci”. Baggiani, che è anche membro dell’assemblea di circolo Pd e presidente della commissione di garanzia del Pd metropolitano, rigetta con decisione qualsiasi ipotesi di collegamento ed influenza del locale Pd: “Una cosa – afferma – è la Fondazione, altra è il Pd, che con questi aspetti non c’entra niente”. Insomma, pare proprio che la cosa sia molto ingarbugliata, quello che è certo è che Borgo rischia di perdere un altro pezzo della sua storia.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 12 Marzo 2024





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