
Firenzuola – Si è sviluppato un vivace dibattito a Firenzuola in merito alla decisione, presa dal Consiglio di Istituto del Comprensivo Don Milani, di sospendere, prima per un mese e poi fino a fine anno, l’uso del registro elettronico per l’assegnazione dei compiti ai ragazzi. Una scelta che, difesa al preside, professor Marco Menicatti, ha trovato la contrarietà di alcuni genitori, che lamentano uno scarso coinvolgimento e “una decisione già deliberata di cui si è potuto solo prendere atto ed adeguarsi” e che non avrebbe tenuto conto dei risultati di un sondaggio svolto dalla Consulta dei Genitori. Una scelta che, secondo un gruppo di genitori che ha scritto una lettera a Il Filo, “toglie l’uso del mezzo elettronico perché non riesce a limitarne l’uso, educando all’uso corretto della tecnologia”.
Contattato in merito, il Dirigente spiega che la decisione è stata presa per responsabilizzare i ragazzi e favorire lo sviluppo dell’autonomia nello svolgimento di una semplice mansione, come quella di riportare i compiti assegnati. “Siamo consapevoli – spiega Menicatti – che non sarà questo provvedimento a limitare il tempo che i ragazzi passano davanti al cellulare; ma si tratta di un compito alla loro portata, che è bene che sia svolto in autonomia. In molti casi – afferma – la funzione dei genitori era passata da quella di controllo a quella di organizzazione dei compiti, contribuendo a deresponsabilizzare i giovani. Chiarisco – conclude – che il registro elettronico rimane in vigore per tutte le altre funzioni, per le quali è molto utile. La questione però è quanto, come operatori scolastici, insegnanti e genitori, crediamo nei ragazzi. Ringrazio i genitori, per aver aperto una discussione su questo aspetto fondamentale del ruolo della scuola”. Intanto si apprende che mercoledì 20 Marzo, alle 18.00 alla scuola di Firenzuola, ci sarà un incontro aperto tra i genitori ed il dirigente scolastico, proprio su questo tema. Di seguito la versione integrale della lettera ricevuta in redazione da parte di un gruppo di genitori di alunni delle classi di prima media:
A seguito della decisione del Consiglio di Istituto, come genitori, ci sentiamo di dover obbiettare per la mancata spiegazione preventiva che ha portato alla scelta della “sperimentazione” di sostituire il registro
elettronico con il registro cartaceo per la comunicazione dei compiti.
Riteniamo che una scelta rilevante come questa sarebbe potuta essere anche legittima se motivata da un chiaro studio sperimentale preceduto da una spiegazione agli attori interessati dal provvedimento, ma di
fatto in data 8 febbraio 2024 con circolare n. 47 ci siamo trovati di fronte ad una decisione già deliberata di cui si è potuto solo prendere atto ed adeguarsi. Il cosiddetto “esperimento” di un mese si è così trasformato in un provvedimento deciso a senso unico sia nella prima fase cosiddetta di 1 mese che nella fase successiva di proseguimento fino a fine anno. Partendo dal presupposto che la scuola è un Istituzione e che come tale può prendere i provvedimenti che ritiene giusti, ci domandiamo perché questa scelta sia stata invece comunicata come una scelta condivisa attraverso un “esperimento” con docenti, scuola e famiglie, quando invece della posizione delle famiglie non si è voluto avere riscontro.
Da chiarire infatti che dal sondaggio eseguito in via informale dalla Consulta dei Genitori in accordo con 2 rappresentanti dei Genitori facenti parte del Consiglio di Istituto, era risultata una netta maggioranza dei
genitori a sfavore della sospensione, e che la scuola non aveva richiesto alcun riscontro in merito all’”esperimento” alle famiglie con nessun altro strumento di rilevazione. Detto ciò crediamo che aiutare i ragazzi ad essere autonomi sia l’obbiettivo comune di scuola e famiglia, così come obbiettivo comune è quello di educare i ragazzi all’uso delle tecnologie, non disprezzandole ma inserendole in un programma di studio.
Chiediamo quindi come genitori, che fra scuola e famiglie si apra quel rapporto costruttivo previsto anche dal patto di corresponsabilità, che sta venendo sempre più a mancare e di cui invece in questo momento
storico di cambiamento riteniamo ci sia ancora più bisogno per crescere i nostri ragazzi come i futuri cittadini di questo paese.
Siamo sinceramente dispiaciuti di leggere su circolari e anche sulla stampa, frasi che ribadiscono che le famiglie sono contrarie alla sospensione perché vogliono organizzare i compiti ai propri figli.
Ci sono sicuramente genitori più o meno invadenti nella vita dei figli ma non si può generalizzare su un tema così difficile e delicato come è la genitorialità nel 2024. Se scuola e famiglie non si rispettano vicendevolmente e non creano collaborazione, allora cosa insegniamo ai ragazzi?
Ritornando alla sospensione del registro elettronico per i compiti, come genitori avremmo voluto parlare delle conseguenze di una tale scelta vagliando le varie situazioni ed età dei ragazzi coinvolti.
Poteva essere preso in considerazione l’interruzione fino alla fine delle elementari proprio perché è alla fine della primaria che i ragazzi si preparano a diventare autonomi con i compiti. Poteva essere preso in considerazione che cessare la continuità del registro elettronico per i ragazzi di 3^ media avrebbe portato all’interruzione di un sistema che sarebbe loro servito come continuità nel
passaggio alle scuole superiori, dove il registro elettronico è più che mai voluto e utilizzato.
Per limitarne l’uso si poteva ricorrere a dei provvedimenti diversi, come lasciare ai ragazzi la libertà anche di usare il registro come diario elettronico con il loro profilo studente dove ognuno poteva autonomamente scrivere i propri compiti. Certo per far questo ci vorrebbe una scuola che si apre al digitale.
Ci vorrebbe una scuola che concedesse l’uso della tecnologia per lo studio, per il lavoro, proprio per aiutare i ragazzi a limitarne l’uso per scopi puramente ludici ed extrascolastici. E’ sempre più diffusa la tendenza di togliere il mezzo tecnologico quando non si riesce a limitarne l’uso, a volte funziona, ma per poco. Allora non sarà arrivato il momento di impegnarsi congiuntamente con le famiglie nell’educare ad un uso corretto della tecnologia?
Non sarà il momento di aprirsi ad una scuola che parli con il linguaggio dei giovani che oggi, volente o dolente, sono NATIVI DIGITALI? Ragazzi nati nell’era in cui la rete è un essenziale metodo di comunicazione e di lavoro, le cui famiglie si trovano un passo indietro nella comprensione e nell’uso delle tecnologie rispetto ai loro figli, e che contano sull’aiuto della scuola non solo come istituzione ma come sistema educativo non distaccato ma condiviso. La scuola, come le famiglie devono fare quel passo avanti difficilissimo, ma indispensabile. E’ vero che l’uso del registro elettronico, deciso a suo tempo dalla scuola, ha ridotto i rapporti diretti con le famiglie che non hanno quasi più bisogno di recarsi a scuola per seguire l’andamento dei propri figli e si limitano alla consultazione del registro.
E’ anche vero che il dettaglio dei compiti assegnati ed i relativi collegamenti digitali sono invece le qualità più apprezzate dai ragazzi che sentono il mezzo più vicino a loro. Ci sarebbe stato da chiedersi se la decisione di voler tornare indietro ad un registro cartaceo sarebbe stata percepita più come un segnale di allontanamento che di avvicinamento verso i ragazzi, e che in loro potrebbe aumentare la demotivazione nello studio e il distacco dalla scuola.
Ci si sarebbe dovuto chiedere se un tale provvedimento a metà anno scolastico possa portare ad un aumento di difficoltà per gli studenti che hanno riportato un basso profitto nel primo quadrimestre,
mettendoli ancora più in difficoltà. E ci siamo chiesti quale mezzo avrebbero usato i ragazzi per chiedersi i compiti in caso non li avessero segnati? E quanto tempo in più avrebbero usato proprio quel mezzo di cui si vuol limitare l’uso?
Ci si sarebbe dovuti chiedere: e i ragazzi? Se ne avessimo parlato prima con loro presentandogli l’esperimento come una sorta di “ritorno al passato” forse lo avrebbero accettato con entusiasmo invece
che con rabbia e disappunto? Non siamo noi i pedagogisti e gli esperti della scuola, ma su vari articoli riportanti studi pedagogici sui pro e i contro del registro elettronico vengono evidenziati gli aspetti da rivedere, che sono sì legati al problema della mancanza di collaborazione fra ragazzi, ma che alle valutazioni che molto spesso possono generare ansia e competizione nei ragazzi.
Non si sarebbe potuto pensare a come gestire questo aspetto, cercando di creare gruppi di studio fra ragazzi?
Di domande ce ne sarebbero state molte e sarebbe stata una bella e costruttiva discussione se solo ai genitori fosse stato dato spazio.
Un gruppo di genitori dei ragazzi di prima media di Firenzuola
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Marzo 2024






2 commenti
Fateli studiare,i vostri figlioli.
Altro che registo elettronico!
Fateli studiare perché altrimenti diventano degli analfabeti di ritorno adesso, e quando saranno cresciuti saranno dei poveri ignoranti.
Una volta studiare era la conquista di un diritto.
Ora i ragazzi non devono fare niente e la scuola li deve solo badare.