Il lupo è tornato nell’azienda Laiano della famiglia Sirigu. A Barberino di Mugello, nella zona di Mangona. “Cinque anni fa subimmo un altro attacco –dice sconsolato Emanuele Sirigu-. Credevamo di aver pagato dazio abbastanza”.
E invece, una nuova razzia ha colpito i loro allevamenti. La società agricola Laiano, con i suoi 700 capi, è tra le prime dieci aziende di allevamento ovini in regione Toscana, la prima nella nostra provincia. Sono pecore di razza sarda, da trent’anni allevate in selezione. E il pecorino dei Sirigu è tra i più rinomati.
Per un pastore, avere il gregge attaccato dai lupi è sempre un dramma. Stavolta è accaduto vicino alle case: “intorno alla chiesa di Mangona abbiamo in affitto 5-6 ettari, è un podere non recintato ma chiuso, con case vicine. Avevamo messo lì il gruppo di pecore che hanno fatto la stagione primaverile ed estiva, munte tutti i giorni. Ora era il momento di lasciarle asciugare, è il periodo di asciutta, perché a febbraio devono partorire. Di primo mattino sono andato a dare un’occhiata e in mezzo al campo ho scorto una carcassa. Ho capito subito che qualcosa non andava, e quando sono arrivato dalle pecore, che di solito ti considerano ben poco, si sono dirette invece tutte verso di me, come bambini in cerca di aiuto.
Poi ho guardato sotto il ciglio e c’erano altre due carcasse, e le pance delle pecore sparse dappertutto. Anche al fiume un’altra carcassa, evidentemente quando c’è stato l’attacco le hanno spinte verso il fiume”. All’appello ne mancano nove, tra cui due giovani arieti. Quattro sono le pecore trovate morte, e tra queste la campionessa della produzione, quella che a giugno aveva prodotto più latte di tutte.
“Poi –continua Sirigu- sono corso da un altro gregge, a Monte Frassino, dove c’erano 200 pecore, protette però da sei cani. Lì per fortuna non era accaduto niente. Probabilmente grazie ai cani. Se fossero entrati i lupi sarebbe stata una strage, perché quello è un gruppo di pecore particolare, in una fase delicatissima, visto che tra quindici giorni inizieranno a partorire. Gli animali quindi sono lenti, e poi ci sarebbero stati tantissimi aborti”.
Non era un lupo solitario, ma, come testimoniano le impronte, un branco, con la presenza anche di qualche lupacchiotto, come testimoniano le impronte sul terreno. Hanno attaccato a poca distanza dalle case –dove abitano una decina di famiglie-, e a 100 metri dalla chiesa di Mangona. Il cane di guardia ha potuto far poco, ma ci ha provato. La mattina zoppicava, forse morso da un lupo.
“Purtroppo –dice Sirigu- andrà a finire come l’altra volta, ci teniamo i danni e ci dovremo pagare anche lo smaltimento delle carcasse. E adesso tutte le mattine ci alzeremo con il patema di trovarsi di fronte all’ennesima brutta sorpresa”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 ottobre 2015





