MARRADI – Un applauso sorge spontaneo pensando a Flavio Billi, che è appena rientrato in Italia, dopo un’ impresa memorabile, insieme al compagno e amico mugellano Fabrizio Caselli: ha infatti percorso il Cammino di Santiago di Compostela.
Pur essendo un”viaggio” significativo e impegnativo, non sarebbe tuttavia niente di tanto speciale, se i due protagonisti non l’avessero affrontato con la loro Handbike.
La storia di Flavio Billi, ha le sue radici in terra marradese, dove è nato nel 1964 e dove vive da sempre. Qui, dopo la scuola si è dedicato al lavoro di artigiano come imbianchino e restauratore, e fu proprio un grave incidente sul lavoro, il 17 giugno 2003, che gli impedì di riprendere la funzionalità degli arti inferiori, di fatto cambiando per sempre la sua vita.
Flavio, ancora molto giovane, si è trovato nella condizione di paraplegico a doversi reinventare una quotidianità insieme alla famiglia: con la moglie Gabriella e la piccola Bianca di appena due anni. Sarà proprio la famiglia, e soprattutto l’amata figlia, a dargli la motivazione e la forza di reagire e di combattere per ridare alla sua vita tutti quei vissuti e quelle emozioni che l’incidente in un attimo aveva annientato.
E così, con determinazione, ha affrontato il periodo della riabilitazione, dedicandosi nel frattempo anche alla pittura, una passione che aveva fin da bambino; ma ben presto la sua indole attiva ha avuto il sopravvento e dopo soli nove mesi era in possesso della patente speciale per guidare. La scoperta e l’utilizzo della handbike gli hanno permesso poi di riconquistare la strada, macinando chilometri su chilometri, partecipando anche a tante gare, sempre con ottimi risultati. È tornato poi nei suoi amati monti, che aveva percorso in lungo e in largo con la mountain bike, usando il quad, ed ha rivissuto le emozioni delle piste innevate sciando con il mono-sci.
Questo non gli ha impedito di pensare agli altri, e proprio per rispondere al suo desiderio di condivisione e di servizio, negli anni 2008-2013, durante l’amministrazione Bassetti, ha partecipato alla vita politica del paese rivestendo la carica di assessore allo sport.
L’impegno nello sport, continua ancora oggi collaborando con i gruppi Trail Galestro e Mountain Bike nell’organizzazione di attività ed eventi.
Da diversi anni lavora presso l’erboristeria del Dott. Giorgini Martino e senza ombra di dubbio la sua vita trascorre con interessi e positività. Ma i sogni di Flavio non si fermano mai, ed è di questi giorni, l’ultima avventura insieme a Fabrizio Caselli: Billi tiene a precisare che se non fosse stato per Fabrizio, questo desiderio non si sarebbe realizzato. Ancora una volta, la forza dell’amicizia, dell’essere solidali, rende possibile anche l’impossibile: i nostri “eroi” hanno percorso il Cammino di Santiago.
I due amici ci fanno partecipi del loro viaggio, con l’essenzialità del loro linguaggio e del loro modo di essere, anche se loro stessi riconoscono l’unicità dell’esperienza vissuta da due disabili, senza aiuti esterni, tanto che Flavio sorridendo dice ”Ciò che abbiamo fatto, più che da fenomeni, è da incoscienti”:
Dopo 1300 Km. con il furgone, i due amici, dal cammino Francese, hanno iniziato il percorso presso Saint-Pier-De-Port, distante 800 chilometri da Santiago: qui viene consegnata la Credenziale che poi verrà timbrata nelle varie tappe per ottenere la Compostela finale.
Gli ostacoli incontrati sono molteplici: il freddo, la pioggia e già la prima sera l’impossibilità di trovare un posto per dormire, l’unica alternativa è stata rimanere seduti nel furgone, una notte e un inizio terribili…
Il racconto continua: la seconda tappa è il passaggio attraverso i Pirenei, nella regione della Navarra verso Pamplona, che è in festa, l’unico luogo per dormire è un albergue, in realtà un grande stanzone con letti a castello che accoglie 140 persone, ma i posti disponibili sono solo i superiori, fortunatamente un italiano e un anziano inglese cedono il loro.
Anche nella tappa successiva scatta la solidarietà: due giovani, un brasiliano e un’ italiana con il loro aiuto rendono accessibile un albergue in realtà inaccessibile, per le molte barriere architettoniche. Gli ospitaleri spesso rimangono talmente colpiti dai due pellegrini che predispongono accoglienze particolari, come ad esempio la notte del quarto giorno a Leon, quando trovano posto in un quattro stelle, un albergo di cristallo, dove l’ospitalero fa sgomberare la sala delle riunioni, nonostante la moquette, per accogliere le loro biciclette tutte infangate.
Fabrizio e Flavio non fermano mai il loro cammino, che si colora: di eventi, volti, parole, mani… esperienze che rimarranno sempre nelle loro menti e sopratutto nei loro cuori.
L’arrivo a Santiago è un groviglio di emozioni: gioia, soddisfazione, incredulità, commozione per un cammino fatto prima di tutto per sè e con sè, per poi abbracciare tutto il mondo. Flavio e Fabrizio finalmente possono rilassarsi e diventare semplici turisti: Santiago li accoglie in tutta la sua bellezza con la cattedrale, dove la tradizione vuole siano sepolte le spoglie di San. Giacomo, la facciata riccamente decorata, si apre verso un grande piazza, piena di gente e racchiusa da mura medievali.
E’ tempo di rientrare, l’ultima tappa è verso l’oceano atlantico, dopo questa ennesima meraviglia, gli ultimi 650 chilometri vengono percorsi con un mezzo tradizionale.
La sera di sabato 1 Giugno Flavio e Fabrizio sono a casa; a loro vanno i nostri più sentiti complimenti, per l’esempio di vita e di coraggio che hanno saputo trasmetterci: anche dalla storia più dolorosa, può scaturire sempre una nuova opportunità dove i sogni diventano realtà.
Fedora Anforti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 Giugno 2024






