VICCHIO – Il sindaco uscente di Vicchio Filippo Carlà Campa, candidato per la lista civica “Vicchio Vive” in questa intervista interviene in merito alla situazione del bilancio comunale, questione che è stata anche al centro del confronto elettorale che si è tenuto lunedì 3 Giugno al teatro Giotto (articolo qui):
Negli ultimi mesi ci sono state molte polemiche in merito al bilancio del Comune. Qual è la situazione secondo lei?
“La situazione finanziaria e contabile del Comune è un argomento entrato nella campagna elettorale, usato esclusivamente per attacchi politici. Dalla parte avversa sono stati però riferiti numeri a sproposito. Come detto più volte, in 5 anni sono stati approvati 5 bilanci di previsione e altrettanti rendiconti, sempre con il voto favorevole del gruppo di maggioranza eccetto, guarda caso, il voto contrario nello scorso mese di aprile del nostro capogruppo e segretario del PD di Vicchio, ora candidato sindaco. Fra l’altro le commissioni consiliari aventi funzioni di controllo e di garanzia sono state sempre regolarmente convocate e mai il nostro capogruppo, nemmeno in commissione, ha fatto eccezioni sul bilancio. Si sono dette delle inesattezze, si è voluto strumentalizzare, con l’obiettivo di fare allarmismo spaventare e terrorizzare la popolazione, che mi sento di tranquillizzare facendo ordine, chiarezza, anche a tutela della mia onorabilità, di quella dei dipendenti comunali e soprattutto per rispetto dei miei concittadini vicchiesi”.
Ma nel concreto qual è la situazione?
“La tematica del bilancio comunale pubblico è una materia specifica e diversa da tutte le altre discipline economiche, ma avendo amministrato per 5 anni e avendo studiato bene le norme che regolano il bilancio stesso, ho un preciso convincimento nel merito. Tra l’altro con la riforma della dirigenza degli enti locali (legge 15 marzo 1997, n.59), le competenze operative riguardo al bilancio, che prima erano attribuite al sindaco o alla giunta, ora spettano totalmente ai funzionari. Un altro rischio che si corre quando si tratta di materie tecniche da parte della politica è quello di confondere gli ambiti tra il pubblico e il privato. Infatti nel pubblico, e qui sta la vera differenza, il bilancio ha natura autorizzatoria. Il conto consuntivo fornisce una valutazione complessiva di vari aspetti che possono essere riassunti: nel conto del bilancio comunale, nel conto economico e nello stato patrimoniale. Nei bilanci di società private invece esiste solo un bilancio di esercizio. Resta inteso che il conto consuntivo deve essere preceduto entro il dicembre dell’anno precedente a cui si riferisce, dall’approvazione del bilancio preventivo. Per esempio, per il comune di Vicchio, il 29 dicembre 2023 con delibera n. 93 abbiamo approvato, con i pareri favorevoli di legge ma soprattutto con il voto all’unanimità del gruppo di maggioranza, il bilancio di previsione che ha dato il via all’esercizio finanziario per il triennio 2024/2026. Entrando nello specifico, nei bilanci pubblici il conto consuntivo considera l’andamento della annualità precedente (va approvato nell’aprile di ogni anno successivo alla gestione) e si compone di tre diversi ambiti valutativi. Il conto del bilancio che risponde alle regole di contabilità pubblica, cosiddetta armonizzata di cui del D.Lgs 118/2011, il conto economico che si avvicina alla contabilità di impresa (tenendo conto dei costi e dei ricavi) e lo stato patrimoniale che tiene conto delle attività e passività dei beni patrimoniali dell’ente. Poi ci sono dei sistemi di raccordo tra i tre settori ma non possono essere estrapolati dei dati, dei numeri e delle cifre dai documenti relativi ai tre aspetti di contabilità per poi formulare delle asserzioni affrettate e non pertinenti”.
Ma quindi esiste un deficit nel bilancio del comune di vicchio?
“Assolutamente no! Il bilancio comunale è sano e in equilibrio altrimenti non sarebbe stato possibile approvarlo, né potrebbe esser stato possibile approvare il conto consuntivo dell’anno 2023. In altre parole non presenta un disavanzo, o se vi piace di più il linguaggio privatistico, non c’è deficit. Il conto consuntivo stabilisce questo aspetto e lo certifica non solo il nostro funzionario ragioniere ma anche il revisore dei conti di cui riporto la parte finaleche recita: “Tenuto conto di tutto quanto esposto, rilevato e proposto si attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione e si esprime giudizio positivo per l’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2023″. E’ evidente che nell’ente locale di natura pubblica la valutazione non è strettamente ancorata a parametri dei costi e dei ricavi altrimenti si tratterebbe di un’impresa che persegue il profitto. Gli enti locali perseguono il fine pubblico che è legato a finalità sociali, assistenziali, culturali e territoriali e solo in ultima istanza valuta il rilievo economico e, soprattutto, mai valuta il profitto. Quindi non si tratta di una valutazione tra costi e ricavi ma si tiene conto di una valutazione finanziaria (è un saldo finanziario) che tiene conto delle riscossioni e dei pagamenti ed anche dei debiti e dei crediti (questo è il risultato di amministrazione). Pertanto un’indagine seria ed approfondita mette in luce che dal punto di vista della contabilità pubblica (non privata, lo ripeto) vi sono dei crediti che l’ente deve riscuotere (ma che ancora non ha riscosso perché vi sono stati eventi che lo hanno impedito) e dei debiti che l’ente deve pagare (ma che ancora non paga perché vuole ridurre la somma da pagare per esempio nel rapporto con l’Unione). In estrema sintesi: i residui attivi sono solo i crediti dell’ente!”
Però la lista Pd-Officina-M5S perla di altro. Parla di squilibrio finanziario
“Quello che viene definito erroneamente squilibrio finanziario, deriva dall’anno 2016 quando si è provveduto al riaccertamento straordinario dei residui in ottemperanza alle nuove disposizioni normative per la contabilità pubblica. Consiste solamente in una valutazione finanziaria per cui, utilizzando i concetti sopra indicati, è un raffronto tra quanto incassato, pagato e tra i crediti e gli obblighi di pagamento. Non si possono fare dichiarazioni spot per fini elettorali con lo scopo di creare un effetto destabilizzante sui cittadini. È da irresponsabili. La cifra eclatante, 10 milioni sbandierata dal candidato della lista avversaria comprende, oltre ai crediti di cui sopra ho parlato, anche e soprattutto poste di natura diversa tra cui proprio gli investimenti che si faranno sul territorio grazie al Pnrr. Infatti con Pnrr tutte le somme che verranno versate al comune di Vicchio rientrano in questa somma di 10 milioni e dovranno essere quindi decurtati da tale somma. Sono somme che ci verranno versate e si aggiriamo intorno ai 2.900 mila euro . Queste sono somme certe, certissime che lo stato deve erogare al comune di Vicchio e che sono il risultato del lavoro di tutta l’amministrazione che ho guidato in questi 5 anni! Se questo non è un merito?”
Questi però sono circa tre milioni, e i restanti?
“In questa cifra sono comprese anche le entrate tributarie che avevamo previsto pari ad euro € 5.784.567,86 ma che non sono state ancora riscosse. Le famiglie hanno avuto difficoltà, difficile accettare la dichiarazione del candidato sindaco del PD che il “covid non c’entra niente” possiamo certo intensificare la fase di riscossione coattiva , e lo faremo! Queste somme ad ora vanno iscritte nel bilancio, tra i residui attivi fino a quando non saranno effettuate tutte le operazioni possibili per recuperare il credito. Li cancelleremo se la riscossione non avrà risultato e solo spiegando il perché chi doveva non ha pagato. Senza le dovute giustificazioni la cancellazione di questi crediti , comporterebbe danno erariale con conseguente possibile indagine da parte della corte dei conti. Capite bene che non ci si può improvvisare!”
Una delle accuse che le rivolgono è che in caso di una sua elezione ci sarà un aumento delle tasse.
“Preciso che l’addizionale comunale Irpef per legge non possiamo aumentarla, le altre tasse sono già state dichiarate e approvate nel bilancio di previsione 2024/2026. Quindi posso affermare con certezza che non è previsto alcun aumento della fiscalità comunale anche perché il Comune promuove (e continuerà a promuovere) tutte le azioni per il recupero dei crediti di cui abbiamo parlato. Gli uffici municipali, inoltre, garantiscono un reale controllo su tutte le voci d’entrata. Tengo a ribadire con forza che i crediti di dubbia esigibilità sono sempre stati compensati con una specifica riserva economica. In altre parole si può dire che il nostro bilancio è già in pareggio e non c’è alcuna necessità di aumentare le tasse”.
Quindi la sua è una lettura positiva del bilancio?
“Sarò ancora più esaustivo. Il comune si è comportato, come previsto dalla legge, in maniera corretta e prudenziale, sono stati infatti accantonati quasi 4 milioni nel fondo crediti di dubbia esigibilità a garanzia di un eventuale mancato recupero di queste somme. In pratica significa che questa somma è stata “messa da parte” per garantire al meglio il bilancio comunale, quindi con un’operazione virtuosa e che mette in sicurezza l’ente il suo bilancio e dunque i cittadini”.
Sia più preciso, può darci altri dati?
“Certo nel dettaglio vi indico le cifre esatte al 31 12 2023: ● Trasferimenti correnti ancora da ricevere per € 530.916,75 e Trasferimenti in conto capitale (es. finanziamenti PNRR) per €2.327.532,80; ● Entrate extra tributarie (servizi) per € 1.329.319,75; ● Entrate tributarie euro € 5.784.567,86 ● Mutui da riscuotere per € 711.825,74; ● Partite di giro per € 177.817,99. Quindi dal prospetto penso si possa dedurre che nel 2023 la rappresentazione dei dati di bilancio è stata del tutto analoga a quella degli anni precedenti. A maggiori residui attivi è corrisposto un accantonamento maggiore, tanto che la percentuale degli accantonamenti sui residui è sostanzialmente la stessa e ai crediti a maggior rischio di riscossione corrisponde un accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità congruo (95% su IMU e 84,68% su TARI). Indico anche che lo scostamento del 2023 rispetto alle annualità precedenti è data dalla differenza tra quanto incassato e quanto pagato e questo ha un grosso peso sul risultato di amministrazione. La differenza deriva dal PNRR e da minori trasferimenti relativi all’anno 2023 , che arriveranno come previsto nel 2024, e sono indipendenti dalla gestione. Chiudo con un citazione di Goethe: Hanno detto che le cifre governano il mondo. Può darsi. Ma sono sicuro che le cifre ci mostrano se il mondo è governato bene o male”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Giugno 2024






