
VICCHIO – In questa intervista Emiliano Salsetta, Consigliere comunale uscente della lista Officina Vicchio 19, che non si è ricandidato, spiega la genesi della coalizione Obiettivo Comune per le prossime amministrative e presenta un bilancio dei suoi anni da consigliere
Qual è stato a suo avviso il risultato più tangile e virtuoso del lungo confronto che avete portato avanti con Pd e Movimento Cinque Stelle? Ci faccia un esempio di un argomento su cui avete trovato una sintesi
“Il percorso di incontro per il quale siamo stati fra i promotori, alla fine dell’estate scorsa, di questi incontri è stato un crescendo, perché siamo partiti da posizioni distanti e da un po’ di diffidenza che c’era all’inizio dei tavoli di confronto. Poi abbiamo trovato argomenti sempre più concreti di convergenza, e abbiamo capito che, anche mettere un argine alla destra che sta crescendo nel nostro paese, il famoso campo largo potesse finalmente avere un suo compimento. Quindi abbiamo riunito le forze di opposizione e la maggiore forza di maggioranza, che comunque spesso in Consiglio Monale si sono trovate d’accordo su principi etici e sociali. E’ sembrato quindi un percorso naturale, e lo sviluppo finale dimostra che realmente era l’indirizzo giusto quello che avevamo intrapreso. Certo, all’inizio pensavamo che ci saremmo contraprosti a una forza dichiaratamente di centrodestra. E in realtà poi il sindaco, come tutti sanno, quando ha fatto arrivare a gennaio, a febbraio, la sua dichiarazione di volersi candidare a prescindere dal risultato di questi tavoli. Ha scompaginato le carte. Adesso vediamo, dal fatto che non c’è una forza dichiaratamente di centodestra, questo è in realtà interno a, chiamiamola lista civia, che rappresenta
per larghi tratti persone uscenti del vecchio Consiglio comunale, perché comunque già nella tornata elettorale scorsa le persone del comitato elettorale Fippo Carlà Campa, erano difficilmente definibili come progressisti o di sinistra, anche nell’accezione più larga e temine. E ciò è stato nuovamente dimostrato, vanno dietro alla persona e non ai valori. Ecco, la lista Obiettivo Comune ha invece al centro i valori, le persone e gli obiettivi per il nostro comune, per la comunità, la collettività.
L’esempio di sintesi maggiore è invece quello sul quale qualcuno, come l’assessore Franco Vichi, vorrebbe descriverci come litiganti. È proprio il contrario. L’eolico è stato uno dei primi argomenti affrontati e è stato trovato subito un accordo tra le parti, anche se partivamo da posizioni che all’inizio del progetto erano piuttosto diverse. Ormai però il progetto non riguarda più solo il Comune di Vicchio, che fra l’altro è sempre stato toccato in maniera piuttosto labile , non è stato cioè chiamato a esprimersi su questo progetto ma semplicemente una commissione paesaggistica del nostro comune sta chiamata ad esprimere un parere al riguardo, mentre politicamente il Consiglio Comunale non si è mai espresso e non può esprimersi sul progetto. Politicamente, come detto, partivamo da posizioni contraposte, ma abbiamo trovato un accordo sulla necessità di mantenere un controllo sul progetto. E sul fatto che le parti vicina ai comitati avrebbero continuato a portare avanti il loro supporto ai comitati che si oppongono a quel progetto, andando avanti con tutte le procedure legali che sono previste. I comitati faranno la loro lotta, nessuno di noi li additerà come incivili o incapaci di intendere il volere o come qualcuno che schernisce chi la pensa diversamente. Noi non siamo quelli che deridono chi la pensa diversamente da noi. Crediamo invece che diverse idee e diverse sensibilità e meritino rispetto. Mentre l’amministrazione di Carlà Campa ha sempre brillato per la capacità di stigmatizzare gli altri, di mettere al pubblico l’ulibrio chi alzava un disso per di sentire o chi provava a contrastare alcune idee”.
Come gudica la sua esperienza da Consigliere Comunale uscente?
“È stata un’esperienza formante. È un osservatorio privilegiato, che ci permette di vedere le cose da un altro punto di vista e anche all’interno della macchina comunale. Però è stata una grande responsabilità, in un paese che è spaccato, visto che il sindaco ha preso il 44%: la percentuale più bassa dal dopoguerra. Abbiamo toccato spesso anche argomenti spinosi, subito partendo dal city branding: queste operazioni fumose che sono solo costate alla cittadinanza e non hanno mai portato progetti concreti. Gli unici progetti che forse avranno una concretezza in questo paese sono completamente estranei a questa amministrazione, perché sono frutto o del PNRR o di fondi che arrivano comunque dalla città maggiore, che sia la rotonda alla fine el viale, la ciclabile, che poi è stata fatta in una maniera veramente indecorosa e lasciata a mezzo. Riguardo ai fondi del PNRR, che l’amministrazione ha deciso di investire sulla piscina comunale e, in parte, con un progetto difficile da comprendere sul lago di Montelleri. Tutto quello che di tangibile forse rimarrà di questi 5 anni di Carla Campa non è merito di questa amministrazione. L’unica cosa che rimarrà ed è stata implementata da questa amministrazione uscente è il debito del comune di Vicchio, e quello è incontrovertibile . Le cifre sono dati oggettivi. Le cifre che il Comune di Vicchio deve all’Unione dei Comuni e che ancora si perdono di non pagare”.
Perchè ha deciso di non ricandidarsi?
“Ho deciso di non ricandidarmi, in primis come candidato sindaco, perché non sono dell’idea di essere indispensabile, quindi pensavo che la formula corretta fosse un’altra e il nome di Francesco Tagliaferri è uscito dai tavoli. E ne sono contento, perché è una personacaparbia, corretta e capace, che metterà questi anni di esperienza al favore della comunità. E poi perché la lista via via si stava organizzando, che stava prendendo, un respiro talmente variegato su
tutto l’arco possibile dal sociale, ai profili professionali, al profilo associazionistico. Quindi è stata un’esperienza che ho fatto, che mi è piaciuta, mi è servita, spero magari di poter dare il mio contributo in un’altra maniera in futuro, non lo so. Sono convinto che Francesco Tagliaferri, che anche se non viene nominato alla controparte è il nostro candidato sindaco, e ognuna delle 12 persone che sono in lista riuscirà a portare attenzione sui temi che più si adattano alle loro professionalità. Io comunque rimarrò nel gruppo per dare mano o anche per dare dei consigli, perché in 5 anni è qualche competenza in più, essendo stato anche consigliare in unione dei comuni e sempre da minoranza posso dare quello sguardo da un altro punto di vista. Noi però vogliamo essere in maggioranza, quindi vincere queste elezioni, penso che uno sguardo dal punto di vista di chi ha fatto l’opposizione, dura e consapevole in 5 anni possa essere quello apporto mio da dare a questa nuova lista”.
Cosa pensa della querelle Unione – comune di Vicchio?
“Per quanto riguarda la situazione con l’Unione dei Comuni, anche lì posso avere uno sguardo privilegiato perché sono stato cinque anni come Consigliere d’opposizione e ho potuto notare come è nata la piccola crepa e poi è diventata una voragine tra la nostra amministrazione e tutti gli altri sindaci della zona del Mugello e del Mugello.
Rapporti compromessi per le smanie di protagonismo e le azioni non fatte collegialmente con gli altri sindaci, uno fra tutti è il famoso sentiero di Dante, che il nostro Comune ha fatto di moto proprio senza avvisare agli altri, tant’è che siamo arrivati in audizione al Senato a presentare due progetti paralleli, uno fatto da tutta l’Unione e l’altro presentato in solitaria dal comune di Vicchio, che ovviamente poi non ha avuto seguito. Uno dei tanti gusci vuoti di questa amministrazione. Ma oltre a un problema di modi c’è anche un grosso problema di pratica, perché i crediti che l’Unione vanta nei confronti del nostro comune sono un problema che la prossima amministrazione responsabile dovrà affrontare. Dovrà rimettere mano al bilancio e andare a dissipare tutta la matassa di quelle operazioni fumose e diciamo scorrette come la posizione nell’ultimo rendiconto fra i possibili incasti del comune, le voci attive, un’eventuale vendita del circolo delle Caselle messa a rendiconto di bilancio per 195mila euro. Di contro è stato ritirato l’atto che avrebbe messo ufficialmente in vendita. Quindi con un gioco contabile è stato contabilizzato ma nella realtà non viene messo in vendita. Quindi anche la parità di bilancio del nostro rendiconto ultimo è quanto mai sospetta. Poi c’è il debito che abbiamo verso l’unione dei comuni, in primis per la gestione associata della funzione municipale, ma in campagna elettorale l’attuale amministrazione si è ben guardata a spiegare come sia, come rientrerà di questa cifra nell’eventualità di una rielezione, soprattutto non hanno dato la loro versione dei fatti, hanno sempre contestato queste cifre ma non hanno mai detto secondo la loro versione quanto sarebbe la montare di questo debito, questo è un dato che manca”.
Cosa vuole aggiungere?
“Una considerazione sul livello di comunicazione raggiunto dall’amministrazione uscente, da Filippo Carla Campa e dall’assessore Rebecca Bonanni. Il non nominare il nome di Francesco Tagliaferri, ma usare delle perifrasi come il candidato della lista avversaria, il candidato del obiettivo comune, penso sia una delle cose più puerili viste nella politica”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Giugno 2024






