
FIRENZUOLA – Debora Righini, Governatrice della Misericordia di Firenzuola, dopo un’estate intensa culminata con la tradizionale grande festa in piazza. Offre riflessioni assai interessanti. Le pubblichiamo volentieri
L’estate sta finendo, e quasi un anno di questo nuovo Magistrato si sta compiendo. Un anno molto impegnativo, denso di corsi, aggiornamenti, emergenze, riunioni e programmazioni di nuove attività. Ogni Magistrato oltre a riprendere le attività in opera, dà la propria visione, perché inquadrare ogni nostro passo, ogni nostra azione, perfino ogni nostro sacrificio è fondamentale per sottrarsi alle onde degli eventi.

Un’estate complicata, calda, e un territorio, il nostro, percorso ogni giorno da migliaia di turisti, camminatori, motociclisti ma vissuto anche da molti villeggianti che hanno riaperto le loro case per fuggire alla canicola. Un territorio che ha ospitato una miriade di eventi culturali, sportivi e ricreativi che hanno richiamato persone dai comuni vicini. Dobbiamo dire che le nostre ambulanze e mezzi in genere hanno girato molto e abbiamo chiesto molto impegno ai nostri volontari e dipendenti.
Un’estate che è culminata con la nostra tradizionale Cena in Piazza che ha visto la partecipazione di circa 1300 persone a tavola, e tantissimi volontari di ogni età che hanno permesso come ogni anno una perfetta organizzazione. Le tante associazioni del nostro territorio fanno fronte comune e aiutano la nostra Misericordia con grande entusiasmo e con sprezzo della fatica (come da decenni fanno i nostri Alpini)

In questa occasione abbiamo raccolto una cifra considerevole, oltre 5000 euro, da destinare all’associazione Tempo Zero per aiutare due nostre concittadine a partecipare ad trail clinico negli USA per la malattia di Lafora (articolo qui)
Ci aspetta l’autunno con nuove sfide, da dicembre, salvo proroghe, molti autisti raggiunti 70 anni non potranno guidare i mezzi in emergenza. Il volontariato è in forte crisi ovunque, noi ci riteniamo ancora fortunati perché l’attaccamento alla nostra associazione è ancora forte! Ma non dobbiamo sottovalutare la questione: il pendolarismo dei nostri giovani per studio e poi per lavoro (che diventa spesso trasferimento nelle aree urbane), l’invecchiamento della popolazione e il pensionamento sempre più tardivo può mettete in seria crisi la capacità di garantire i nostri servizi alla comunità col volontariato.
Le Aree Interne sono il polmone verde del Paese e consentono di vivere un alto tenore di vita solo se saremo in grado di garantire i servizi.
Debora Righini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Settembre 2024






