L’iniziativa di domani promossa dal Centro Culturale Islamico locale (28 novembre ore 16:00, articolo qui) davanti al monumento ai caduti di piazza Dante è una preziosa occasione di ascolto, conoscenza e comprensione reciproca, non solo culturale ma umana. L’idea di pacifica convivenza non è un dato naturale, neanche nelle nostre evolute civiltà occidentali, come abbiamo purtroppo e drammaticamente verificato in queste ultime settimane.
La nostra società, ancorchè in via di scristianizzazione nella pratica, mantiene fondanti al proprio interno principi di umanesimo cristiano che risultano fondamentali per la costruzione di un contesto sociale inclusivo e pacifico.
L’idea di convivenza e di costruzione di una società “giusta” non sono appannaggio di un solo popolo o di una sola religione, ma sono responsabilità di tutta la collettività umana ed usare una parte contro un’altra, laica o religiosa che sia, è una bestemmia religiosa e civile.
L’incontro e non lo scontro con l’Islam quindi per noi non può che risultare decisivo e lo stesso vale per i fratelli musulmani che, pur partendo dalla loro prospettiva, dalla loro “jihad” (che non è guerra santa, ma regola di vita), non possono che incontrarsi, nella logica fondativa enunciata dal Corano (una sura recita: “Vi abbiamo creati, popoli diversi e tribù, perché vi conosciate gli uni gli altri”), con l’altro, altro anch’esso amato da Dio.
Non cadiamo nella bassa strumentalizzazione e nella banalizzazione dei luoghi comuni e predisponiamoci all’incontro, unica via sensata da percorrere.
Giacomo Bagni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 novembre 2015



