Proviamo a calarci nei meandri della macchina amministrativa del territorio. Ovvero negli apparati di supporto a questa. Ne esce fuori un dedalo di società partecipate ed enti sovracomunali. Alcuni, per l’oggetto sociale e dall’attività effettivamente svolta, sono funzionali al servizio pubblico. Su altri, invece, grava il dubbio se siano davvero strategici per il bene della popolazione. Un bailamme, fra burocrazia e “poltronificio”, organico alla politica. Una miriade di soggetti o sodalizi, che dir si voglia, apparentemente indispensabili, almeno secondo la versione dettata dai politici di professione.
Giustappunto, in teoria, si aboliscono le Province, si chiudono le Comunità Montane. Però la loro vitalità, anzi l’immortalità, riesce a prevalere. Magari con il cambio del nome, a Città Metropolitane, le une, ad Unioni Montane, le seconde. Ora, parliamo di UNCEM, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, Delegazione Regionale per la Toscana. Una compagine associativa pubblica cui aderisce anche la nostra Unione Montana dei Comuni del Mugello. Francamente è difficile comprenderne l’esistenza, in ragione, appunto, del tanto atteso riordino istituzionale. L’attività di questo ente, che raggruppa i già riuniti Comuni montani, ognuno nelle proprie associazioni di zona, appare un doppione. Anzi lo è. Affatto indispensabile, tutt’altro che utile. Semmai, solo una vetrina per la politica. Ho avuta l’occasione di leggerne l’iniziative, i progetti ed i carteggi, prodotti negli anni, senza trovarvi alcuna peculiarità che non potesse essere appannaggio, direttamente, degli stessi Comuni. Poi, ho esaminati, a campione, anche qualcuno dei bilanci d’esercizio, stilati da questa “unione” delle singole “unioni montane”. A parte il gioco lessicale e cacofonico, sono i bilanci che incuriosiscono. Per l’attivo, le entrate sono costituite dai versamenti profusi dalle stesse Unioni Montane associate e dai finanziamenti di altri enti istituzionali. Sicché un’attività in deroga, un’intermediazione. Un macchinoso esercizio di passacarte che non trova alcuna giustificazione operativa.
Proseguo con il passivo. Nei capitoli delle uscite, in generale, per esempio nel bilancio 2012, si notano le spese di pubblicità e promozione per oltre 26000,00 euro, un’imprecisata indennità di carica di 30500,00 euro, i rimborsi per viaggi e per rappresentanza per 147000,00 euro, e spiccioli. Quest’ultimi non pochi. Mi astengo nell’esprimere commenti. Non ho alcun titolo per farli. Soprattutto non conosco appieno l’impegno e la documentazione progettuale cui le spese sono correlate. Tuttavia, in questa congiuntura inquisitoria sulla genìa degli scontrini e sulle fatture per le cerimonie dei ruoli pubblici, s’insinua non il dubbio, semmai la curiosità, maschia e forse morbosa, per conoscere qualche dettaglio in più su queste cifre, sull’impiego dei soldi pubblici. Magari qualcuno potrà, se vorrà, farsi carico di dare un seguito a questa segnalazione. Così, fra curiosità e impegno civico, una legittima verifica degli atti.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 dicembre 2015

