MUGELLO – La dignità della persona umana, lo spirito di fraternità e di servizio, la spinta all’emancipazione: li evidenzia in questo scritto il grande statista democristiano De Gasperi nel 1948. È questa la “perla” proposta dalla rubrica curata da Giampiero Giampieri. Una riflessione ancora molto attuale e vera.
Se è vero, come scriveva il Bergson, che l’essenza della democrazia è la fraternità, converrà anche ammettere con lui che “la democrazia è di essenza evangelica”. E se il regime democratico, veramente e liberamente attuato, e tale da lasciar agire e fiorire il fermento evangelico del Cristianesimo, noi abbiamo diritto di sperare che tale energia dinamica fecondi e nobiliti la democrazia e sommuova e rinnovi tutta la civiltà; abbiamo il diritto di sperare e abbiamo anche il dovere di offrire alla democrazia il contributo della nostra filosofia, della nostra morale, della nostra tradizione.
Tale contributo è molteplice e vario secondo l’età e secondo le nazioni. Alcuni elementi, però, propri della vita personale dell’uomo, esercitano ovunque una pressione costante sulla vita sociale purché essa si muove in regime di libertà.
Il Cristianesimo ad esempio introduce nella vita spirituale dell’uomo lo sforzo verso la perfezione, cioè lo sforzo di liberazione interiore, proprio dei “figli di Dio”, i quali, ricorda S. Tommaso, agiscono come liberi e non come schiavi. Questo spirito di emancipazione si riflette anche nella vita sociale e trova modo di espandersi nel regime di libera democrazia.
Un altro elemento costitutivo è il concetto dell’uomo come “persona umana”. Durante la guerra e nel corso della polemica mondiale contro il nazionalsocialismo e i suoi derivati, credenti e non credenti ci siamo trovati tutti d’accordo nel difendere questo concetto, per cui l’uomo come dice Maritain è «più un “tutto” che una parte».
Sempre più l’uomo si rende conto che egli non è soltanto una parte dello Stato, come l’ape è parte dell’alveare o la formica del formicaio. Quando la concezione dell’uomo come persona si affievolisce, l’organizzazione dello Stato tende a diventare collettivista e assoluta. Il senso della dignità della persona umana porta invece all’uguaglianza di fronte alla legge e nell’organizzazione politica, cioè alla democrazia.
Il terzo e più forte impulso del Cristianesimo è l’amore. L’amore si chiama socialmente fraternità ed esige lo spirito di sacrificio nel servizio della comunità. E qui siamo all’elemento più vitale. La democrazia, dice sempre Bergson, è di essenza evangelica e ha come forza propulsiva l’amore.
Da Alcide De Gasperi, «Le basi morali della democrazia»“Grandes Conférences Catholiques”, Bruxelles, 20 novembre 1948
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 aprile 2025






