
BORGO SAN LORENZO – Dopo lunga attesa, ed anche qualche incertezza, prendono avvio i lavori di ristrutturazione del Monastero di Santa Caterina a Borgo San Lorenzo. Se nei mesi scorsi non erano mancate polemiche sia per alcune previsioni di utilizzo, che per il passaggio della proprietà alla Fondazione, ora si iniziano i lavori.
Lorenzo Terzani, di Co&So, è nel chiostro, per incontrare i rappresentanti delle aziende chiamate a svolgere i primi lavori e per la consegna del cantiere, ed anche i funzionari della Sovrintendenza.
“Finalmente partiamo con la prima fase dei lavori – dice -. Essi prevedono la messa a norma degli impianti al piano terreno, riscaldamento, impianti elettrici, imbiancatura e verniciatura, per rendere fruibile il piano terra. E contemporaneamente ci sarà il rifacimento della loggia e parte della copertura, che è molto precaria – e si sono riscontrate lesioni strutturali sulle quali occorre intervenire -, un intervento in parte sostenuto dalla Sovrintendenza”.
Questi primi lavori avranno una durata di sei mesi, con un costo di un milione di euro, circa la metà messi dalla Sovrintendenza, il resto dal GAL e da finanziamenti propri di Co&So.
“Durante questo periodo non ci potranno essere attività: avevamo avuto anche delle proposte e delle richieste – dice Terzani -, ma sarà un cantiere impegnativo, anche con una grossa gru collocata nello spazio dell’ex-orto”.

“Il piano terra – spiega ancora Terzani – sarà destinato a eventi, anche eventi privati per incontri azinedali, riattiveremo la cucina, tutto il piano terra sarà sistemato”.
E poi? “Ci sarà da adeguare il primo piano, dove è prevista la parte museale, per la quale c’è l’ipotesi, anche se l’accordo non è ancora formalizzato, di collocare la documentazione iconografica e documentaria del fondo di Aldo Giovannini, e c’è l’idea di costruire uno spazio dove fare una sorta di storytelling del territorio. E lì saranno attivati i laboratori, partendo dalle cose che qui storicamente si facevano, quindi laboratori di tessitura, panificazione, agricoltura, aperti sia alle scuole che al territorio, con corsi di formazione. Infine, il passo successivo sarà quello di approfondire meglio come rendere fruibile l’ultimo piano con attività recettiva o altro. Diciamo che altri tipi di attività non sono compatibili , ad esempio attività socio sanitarie rischiano di non essere compatibili con iniziative ricreative o culturali, e lo stesso destinazioni residenziali. Pensiamo a un intervento integrato, anche per permanenze legate ai corsi, con spazi tipo foresteria”.
Tempi? “Sono ancora da programmare”, dice Terzani. E anche per i fondi, a parte il milione di euro utilizzato per i lavori ora arrivati, si è ancora in ricerca: “Ci stiamo lavorando, abbiamo rapporti con il Ministero, anche per opportunità di finanziamenti a tasso agevolato, la Regione ha dato disponibilità per la parte museale. Vediamo… Finora siamo stati concentrati a far partire l’intervento, che non era cosa scontata”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Aprile 2025






