
PALAZZUOLO SUL SENIO – Grazie ad una grande pista di cantiere, aperta nella valle del Rovigo, là dove sembrava impossibile scendere se non a piedi e da stretti sentieri, ormai da circa venti giorni si lavora per rimuovere la grande massa dei rifiuti franati nell’alveo del torrente lo scorso 15 Marzo.

Grandi escavatori e mezzi d’opera, che cozzano in maniera stridente con l’ambiente circostante, lavorano per aprirsi la strada fino al piede della frana, dal quale i tecnici contano di rimuovere in un paio di mesi la grande massa di rifiuti e plastiche, adesso pericolosamente vicina al greto del torrente, pronta ad essere spazzata via e portata a valle dalla prossima piena. “Sul fondo della frana – spiega Francesco Santini, della Acr Reggiani, gruppo Hera Ambiente, la ditta incaricata della riozione, ci saranno un migliaio di metri cubi di rifiuti misti a terra, la nostra priorità è rimuovere quelli, per mettere in sicurezza la zona, poi sarà valutato insieme agli anti comptenti se scavare per cercare altri rifiuti ancora interrati”.

Il cantiere sul Rovigo questa mattina, martedì 8 Aprile, è stato visitato dei membri della “Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti” (qui). “Oggi accendiamo i riflettori su quanto accaduto nel torrente Rovigo. Siamo una commissione d’inchiesta. Vedremo, collaborando con la Procura, se ci sono delle responsabilità per quanto accaduto decenni fa. Qui c’è un terreno privato, ci sarà da capire se c’è stata la connivenza dei proprietari, o se, come probabile, sono persone che lo hanno acquisito successivamente. Allo stesso tempo cercheremo di appurare con sicurezza se vi siano state conseguenze sulla qualità delle acque e di capire se ci siano altri siti del genere nella zona”. Lo ha affermato il presidente della commissione, onorevole Jacopo Morrone, durante il sopralluogo alla vecchia discarica franata nell’affluente del Santerno.
“Questi rifiuti – gli fa eco la senatrice Simona Petrucci, anche membro della stessa commissione – che erano qui da 50 anni, non trattati e non bonificati, stanno interessando dei corsi d’acqua, che sono beni comuni. La nostra commissione non si occupa solo delle ecomafie, ma più in generale anche dei disastri ambientali, è questo il senso della nostra presenza qui, oggi. Dovremo capire se a suo tempo c’è stato un dolo, commesso dagli amministratori dell’epoca o da altri enti, se ci sono state delle responsabilità e a chi sono imputabili. Dopo questo sopralluogo – conclude – dovremo cercare la documentazione e ricostruire i fatti”.

Un compito certo non facile, come spiega il sindaco di Palazzuolo sul Senio Marco Bottino: “Ad oggi non abbiamo in Comune atti amministrativi che autorizzavano questa discarica. So che i Carabinieri Forestali hanno consegnato una memoria alla Procura, i magistrati adesso indagheranno”
Intanto, come detto, procede l’intervento di messa in sicurezza. “La prima parte – spiega Bottino – sarà certamente il consolidamento della strada, la Sp 477 che collega il passo della Colla a Palazzuolo sul Senio. Da qui parte la pista di cantiere che consente la rimozione della parte principale dei rifiuti. Ci sarà poi – aggiunge – da valutare la rimozione dei rifiuti dispersi lungo il torrente, alla quale stiamo in parte provvedendo con del personale specializzato. Sarà necessario individuare i presupposti per poter rimuove questi rifiuti da parti del fiume che risultano inaccessibili. Abbiamo già individuato dei piazzali di stoccaggio, grazie alla sinergia con Regione, Arpat e Consozio di bonific. Vedremo in futuro sarà possibile utilizzare anche dei volontari, per questo aspetto ci aggiorneremo il prima possibile”.
La visita della Commissione si conclude, i mezzi tornano al lavoro, ma rimane sospesa una minaccia, sulla quale stanno lavorando i Carabinieri forestali. Ossia la possibilità che nella zona, lungo lo stesso tratto di strada, ci siano altri siti del genere. Un’eventualità per la quale gli inquirenti non avrebbero ancora evidenze, ma sulla quale, una volta terminata questa emergenza, occorrerà lavorare, per non rischiare di dover ripartire da capo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 aprile 2025

















