MUGELLO – La consigliera regionale risponde ad ANCI Toscana in merito alle norme UE Natura 2000 per la gestione ecosostenibile delle aree boschive e montane
Riguardo alle preoccupazioni di ANCI Toscana per le norme UE Natura 2000 per la gestione ecosostenibile delle aree boschive e montane, riesco a condividerle solo in parte.
Alla luce delle periodiche allerte meteo nella nostra regione, con tutte le alluvioni e frane che si sono verificate con sempre maggiore frequenza, alcune scongiurate solo grazie alle infrastrutture idrauliche, credevo fosse chiaro a tutti che una concausa è certamente l’abbandono delle zone rurali ma anche degli eccessivi tagli boschivi che diminuiscono la tenuta del terreno soprattutto nelle zone scoscese; prova ne è il movimento franoso che ha interessato, per esempio, tutto l’Alto Mugello.
Capisco le preoccupazioni per l’importanza dell’attività di fabbricazione di paleria di piccola e media dimensione proveniente dai castagneti che, per alcune comunità locali, rappresenta un’importante fonte economica, e condivido perfino che sia possibile per questo settore mantenere inalterate le attuali norme che riguardano il ceduo di castagno, visto che è solo una piccola parte dell’intera superficie boschiva trattata a taglio raso.
Questa produzione di nicchia è una produzione che almeno non è destinata alla combustione mentre la maggioranza dei boschi governati a ceduo fornisce legna da ardere allo stato vergine, violando il principio di sostenibilità che prevede che la combustione del legno possa avvenire solo con prodotti di scarto e alla fine delle filiere, come attività di recupero energetico.
L’importante sarebbe cambiare radicalmente solo quella parte di normativa che riguarda le produzioni più squalificanti, cioè il cippato destinato alle centrali termoelettriche controllate dalla Ndrangheta.
Fonte: Silvia Noferi Consigliera della Regione Toscana
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 maggio 2025







