
SCARPERIA E SAN PIERO – Da oltre due anni, alcune famiglie residenti in via Provinciale a San Piero a Sieve chiedono, senza successo, di essere allacciate alla rete internet a banda ultra larga. I contratti con i gestori vengono regolarmente stipulati, ma gli allacciamenti non si concretizzano. Il problema sembra chiaro, ma la situazione resta bloccata. Chi deve intervenire? E soprattutto: quando?
Tutto parte da lontano. Era il gennaio di cinque anni fa, quando la Regione Toscana annunciava, in una conferenza stampa con l’assessore Vittorio Bugli e la presenza di Open Fiber (vincitrice dell’appalto), l’avvio dei lavori per la banda ultra larga nel Comune di Scarperia e San Piero.
Il cantiere, aperto ufficialmente il 21 gennaio 2020, avrebbe interessato 2.193 edifici per un investimento di circa 743 mila euro. La conclusione era prevista entro l’anno, con l’ambizioso obiettivo di garantire una navigazione a 1.000 megabit al secondo su tutto il territorio comunale. “Veloci come in città, anzi più veloci persino che in certe città, ed anche nelle frazioni più piccole”, si era assicurato.
Eppure, paradossalmente, proprio nel centro abitato di San Piero a Sieve – nel tratto di via Provinciale compreso tra i civici 74 e 90 – la fibra ottica non è mai arrivata. Si tratta di circa 200 metri rimasti esclusi dall’intervento, nonostante risultino ufficialmente coperti.
Il caso ha dell’assurdo. Secondo quanto appurato da alcuni cittadini, i lavori su quel lato della strada – pur risultando come eseguiti nei documenti di collaudo – non sarebbero mai stati effettuati. E difatti nessuno, tra gli abitanti della zona, ricorda scavi o lavori davanti alle abitazioni negli ultimi anni.
Tutto nasce da scambi di battute tra vicini, che si rendono conto di essere nell’identica situazione: pensando di poter finalmente accedere alla banda ultra larga, richiedono il servizio ai rispettivi gestori; la copertura risulta disponibile, i contratti sono sottoscritti, ma i tecnici di Open Fiber incaricati di completare l’allacciamento o rinviano di volta in volta l’appuntamento, o addirittura non si presentano, senza neppure fornire spiegazioni.
Con il nuovo anno, alcuni gestori – sollecitati più volte – iniziano a far trapelare qualcosa informalmente: Open Fiber non avrebbe mai completato i lavori sul lato di quel tratto di strada. Eppure, la rete risulta ufficialmente collaudata e attiva, e la mappa pubblica degli allacciamenti indica i civici di Via Provinciale da 74 a 90 come “coperti”.
Le testimonianze raccolte dai residenti però parlano chiaro.
Federico Campoli, consulente informatico, racconta:
“Lavoro da casa per clienti internazionali, e l’assenza di una connessione ultraveloce limita fortemente la mia attività. Più passa il tempo e più la fibra diventa necessaria. Per mesi ho pensato si trattasse di un problema burocratico del mio gestore. Poi ho capito che qualcosa non tornava rispetto a quanto risulta dalle banche dati di pubblico accesso.”
Stesso disagio per Marco Moricci, ingegnere:
“Mia moglie insegnante e i nostri due figli studenti fanno largo uso di internet. Spesso capita anche a me di lavorare da casa e la velocità di connessione è fondamentale. Ho provato più volte a farmi allacciare, ma nulla. Il mio gestore recentemente ha persino mandato propri tecnici sul posto, ma è emerso che l’intervento non è al momento fattibile e mi sono trovato davanti a un rimpallo di responsabilità con Open Fiber. Ma noi cittadini non abbiamo modo di contattare direttamente questa azienda, e nessuno ci sa dire con chiarezza chi e quando risolverà il problema.”
A farsi portavoce del gruppo è infine Fabio Berti, che spiega: “Abbiamo cercato conferme da Infratel Italia – l’ente attuatore della Strategia Nazionale per la banda ultralarga – ma senza ricevere risposta. Anche la pec inviata a Open Fiber è rimasta inevasa. Si è quindi chiesto un incontro al Comune ed abbiamo parlato con l’assessore Recati, che ci ha ascoltati. Dopo un primo seguito, però, anche da parte dell’amministrazione è calato il silenzio.”
Ad oggi, i residenti di quel tratto di via Provinciale sono ancora in attesa. Nove civici in cerca di un interlocutore, tagliati fuori dalla modernità digitale, nonostante i soldi pubblici investiti per garantirla.
“Siamo troppo pochi per costituire un comitato – ammettono – ma abbiamo deciso di rendere pubblica la nostra vicenda. Forse altri in situazioni simili, anche in altri comuni, potrebbero riconoscersi nella nostra paradossale storia. In ogni caso continueremo a chiedere l’accesso a un servizio di cui beneficia tutto il resto del paese in cui viviamo. È una discriminazione inaccettabile dal momento che sono state spese risorse pubbliche per garantire a tutti questo servizio. Ma i lavori, certificati come eseguiti, nel nostro caso non sono mai stati fatti. Perciò abbiamo recentemente incaricato un legale perché valuti se ci siano gli estremi per un esposto alla magistratura.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Maggio 2025


