MUGELLO – Filippo Carlà Campa, già sindaco a Vicchio e poi consigliere comunale con la lista civica Vicchio Vive, ora si è candidato a Prato, dove lavora come farmacista, alle elezioni amministrative di domenica 24 e lunedì 25 Maggio, nella lista “Casa Riformista Orgoglio per Prato” in sostegno della candidatura di Matteo Biffoni. In questa intervista motiva il suo nuovo impegno
Dopo l’esperienza come sindaco di Vicchio, adesso si candida a Prato, perché?
“Mi candido a Prato perché oggi Prato è entrata concretamente nella mia vita. Lavorando ogni giorno in farmacia, a Grignano, ho conosciuto una città reale, complessa, viva, fatta di famiglie, lavoratori, anziani, giovani e comunità diverse. L’esperienza da sindaco di Vicchio mi ha insegnato che una comunità si capisce solo stando dentro ai problemi. Vicchio resta casa mia, ma la vita accade e apre strade nuove. Oggi sento che la mia esperienza amministrativa e professionale può essere utile a Prato, dentro un progetto riformista concreto, serio e vicino alle persone”.
Cosa farà in caso di elezione? Quale Consiglio comunale sceglierà? Dato che siede ancora in quello di Vicchio?
“Mi sono dimesso da consigliere comunale di Vicchio perché rispetto le istituzioni: quando non si può garantire la presenza che una comunità merita, è giusto lasciare spazio a chi può farlo meglio.
Il legame con Vicchio non si cancella: lì ho costruito una parte significativa della mia vita pubblica e personale, ho combattuto battaglie vere e ricevuto la fiducia di quasi duemila cittadini. A loro devo rispetto. Oggi il mio impegno quotidiano, professionale e politico mi porta a Prato. Credo che i percorsi seri non seguano sempre linee dritte: cambiano, si allargano, maturano. Poi saranno i cittadini ,che in politica restano gli arbitri più severi e il tempo a dire dove una storia può tornare ancora utile”.
A Vicchio lei era stato eletto dentro un percorso vicino al centrosinistra. Poi però quel rapporto si è incrinato, anche per vicende politiche locali non semplici. Oggi si candida a Prato con Casa Riformista. È una scelta solo territoriale o segna una distanza più profonda dal Pd?
“Non mi sento fuori da un partito che ha una storia politica così importante e che ha inciso così profondamente nella vita del Paese e delle nostre comunità. Mi sento dentro una cultura riformista, civica, concreta ed europeista. Il Pd è un partito centrale e, proprio per questo, ha bisogno di anime diverse, ma anche di una guida riconoscibile e di un obiettivo condiviso. Quando questo equilibrio si indebolisce o si annulla come è successo a Vicchio, è naturale cercare luoghi nei quali tornare a produrre idee, energia e proposta politica. Casa Riformista per me è questo: non una rottura, ma uno spazio per rafforzare il centrosinistra con competenza, equilibrio e cultura di governo. Un partito senza pluralità diventa povero; ma un partito senza una direzione comune rischia di diventare soltanto una somma di solitudini. Auspico che anche il Pd possa aprire una stagione nuova, più serena, più aperta e più capace di unire”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 Maggio 2026


