
BORGO SAN LORENZO – Il 29 maggio 1985 c’era anche Matteo Lucii, diciassettenne, sui gradini della Curva Z dello stadio Heysel di Bruxelles, per assistere alla finale di Coppa dei Campioni tra la Juventus e il Liberpool. Quella sera, in seguito agli incidenti sugli spalti, morirono 39 persone. Poteva essere il quarantesimo, ma fortunatamente non andò così. In più di un’occasione Lucii ha raccontato quelle ore terribili in più di un’occasione, dalle interviste fino ad uno spettacolo teatrale dal titolo “La maledetta notte dell’Heysel”, dove il racconto in prima persona di Matteo si intreccia con lo svolgimento dei fatti, pieno di aneddoti, curiosità, antefatti e retroscena che solo chi era presente può conoscere.
E Matteo non ha mai smesso, neanche oggi che sono passati 40 anni, quei momenti drammatici: “Mi sono ritrovato schiacciato da due file di persone. Non so come ho trovato la forza per rialzarmi, sopra avevo un peso di 250 chili. Dopo ho cercato un telefono, ma nessuno mi permetteva di chiamare”. Un pomeriggio che risulta ancora una ferita aperta nel cuore non solo dei tifosi Juventini e del Liverpool, ma in tutti gli appassionati di sport che ancora rabbrividiscono alle immagini terribili che arrivavano dalla televisione.
A.P.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 maggio 2025

