
BORGO SAN LORENZO – Elisabetta Boni ricorda Franca Fontana, fiorentina con un cuore mugellano, scomparsa lo scorso 28 Maggio:
Cara Franca, te ne sei andata il 28 di Maggio, a novant’anni passati, dopo un periodo molto duro per te, le tue figlie, i generi, i nipoti e tutti i parenti più stretti. Purtroppo non si può sapere – né scegliere – l’evoluzione della nostra vita ma io, che ti ho conosciuta già anziana ma ancora in forma, voglio ricordarti per com’eri nel pieno delle tue facoltà, e per quello che trasmettevi.
Franca era nata a Borgo San Lorenzo il 18 marzo del 1932, terza di undici fratelli, per poi sfollare insieme a tutta la famiglia a Firenze, verso la fine della seconda guerra mondiale, dove poi rimase. Lì si è felicemente sposata con Nedo Ponzalli, e lì sono nate le due figlie Elisabetta e Silvia.
Una vita normale, segnata dal dolore per la perdita prematura del marito, una ferita mai rimarginata alla quale, tuttavia, seppe reagire tirando fuori la sua grinta e la sua forza. Con le figlie ancora piccole, si rimboccò le maniche lavorando come collaboratrice scolastica alle Medie Pieraccini, funzione alla quale dedicò anima e corpo, fino a conquistarsi la fiducia di tutti, in primis dell’allora Preside. Nel contempo, seguiva le figlie passo passo e, anche dopo la loro completa indipendenza, ha sempre cercato di aiutarle nella gestione delle questioni pratiche.
Le radici mugellane, mai dimenticate, sono riemerse soprattutto dopo che la figlia Silvia si trasferì a Borgo San Lorenzo con la famiglia, e allora Franca, già in pensione da tempo, era spesso in zona, anche per far visita alla mia mamma, sua cugina. Era una donna che non si fermava mai, che si realizzava nel “fare”, e se questo serviva ad aiutare gli altri meglio ancora, perché in casa aveva respirato fin da piccola i valori della solidarietà, diventati parte integrante del suo modo di essere.
Questo adoperarsi per tutti le consentiva anche di coltivare quella rete di contatti familiari e amicali che erano il suo humus. Franca non stava bene da sola, aveva bisogno di confrontarsi, conversare, raccontare e ascoltare; era una donna forte, e sapeva nutrire la propria fragilità attraverso le relazioni.
Leggeva, si teneva aggiornata, si meravigliava di fronte a certi eventi storici o culturali, ed era curiosa di tutte le notizie che apparivano anche sui giornali del Mugello, che conservava con cura nei suoi innumerevoli fascicoli. Se ho scritto queste righe, è proprio perché so quanto le avrebbe fatto piacere essere ricordata così.
Se pure piccola e minuta, era dotata di una grande personalità e, grazie anche alla cura che dedicava alla sua persona, si faceva notare quando arrivava. Ricordo i suoi folti e candidi capelli sempre a posto, le sue unghie colorate, i gioielli, gli immancabili tacchi alti. Anche nella bara facevi la tua figura, carissima Franca, non soltanto perché avvolta dall’affetto dei tuoi cari, ma anche perché conservavi ancora i tuoi tratti distintivi. Io ti ricorderò ogni giorno, magari tenendo in mano quegli asciughini che confezionavi con tanto amore insieme a Mila, e poi ci regalavi. Grazie per il tuo amore e la tua generosità, e adesso riposa in pace!

Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Giugno 2025






