
FIRENZUOLA – C’è un filo invisibile, fatto di piume e di maestria artigiana, che unisce il Mugello ai palcoscenici internazionali più prestigiosi. Sempre più spesso le icone di stile, protagoniste delle grandi manifestazioni, scelgono di indossare creazioni nate a Firenzuola nella storica Galeotti Piume.
Questa azienda, da decenni riferimento per le case dell’alta moda, è stata di recente protagonista della scena globale con una serie di uscite degne di nota. Da Demi Moore in abito Gucci agli Oscar 2026 a Mariah Carey a Milano Cortina 2026 in un elegante total white di Cavalli. Da Beyoncé al Super Bowl di Natale 2025 (un evento record, il più visto di sempre, con 126 milioni di spettatori) a Lady Gaga ai Grammy 2026. Tutte queste donne famose hanno scelto le piume dal Mugello per rendere unici gli abiti di grandi stilisti, indossati per appuntamenti di rilievo planetario. Senza dubbio sono traguardi che confermano come la realtà firenzuolina sia non solo un fornitore, ma un vero e proprio partner creativo per quelle firme che definiscono l’estetica del nostro tempo.
“Siamo molto contenti di essere stati scelti per questi eventi – ammette il titolare Guido Galeotti della Galeotti Piume – ma il più delle volte non abbiamo i momenti in azienda per soffermarci a pensare alla soddisfazione. Perché, dal momento che ci viene ordinata la lavorazione, dobbiamo gestire tutta la parte produttiva in tempi molto brevi. E sono capi unici”.

Ma come viene scelta una azienda di un piccolo comune sull’Appennino toscano per l’alta moda internazionale? “La nostra azienda, seppur piccola – dice Galeotti – è in pista dagli anni ’70. Ci siamo fatti conoscere anche perché siamo in pochi oggi nel mondo a lavorare le piume. Perché è un lavoro complicato. Assottigliandosi il numero di produttori, Gucci, Cavalli, Ferragamo, Armani, Valentino e Prada si trovano a rivolgersi a noi. In Francia c’è La Marier, ma i costi che applica sono quattro o cinque volte superiori ai nostri. Siamo riusciti ad industrializzare tanti processi, pur mantenendo però uno standard qualitativo alto, da artigiano, con la capacità di soddisfare le esigenze in termini di tempo nella realizzazione di abiti particolari. Inoltre abbiamo investito nell’avere massicce scorte di magazzino per la materia prima, in modo che non manchi mai nulla”.
Parlando di Galeotti Piume non si può non ricordare la SLF – Second Life Feathers (articolo qui), avviata dai figli di Guido, Mattia e Marcus che, pur in diretta connessione con l’azienda di famiglia, hanno avuto la capacità di trovare una loro forte caratterizzazione. Questa startup nasce da un approccio alla moda nella produzione di filati per il settore della maglieria che va incontro alla sostenibilità. Recuperando infatti parti di piuma derivati dalla produzione della Galeotti, riescono a realizzare innovativi e moderni abiti che trovano, anche loro, l’apprezzamento da parte dei Vip. “Abbiamo fatto già qualcosa per Beyoncé – racconta Marcus – ed abbiamo progetti per Mariah Carey. Tuttavia siamo giovani. Molta umiltà, perché ne abbiamo tanta di esperienza ancora da fare. Tuttavia l’entusiasmo non ci manca”.
Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Aprile 2026






