BARBERINO DI MUGELLO – Come da tradizione i sindacati Cgil, Cisl e Uil festeggeranno il Primo Maggio 2026 e la festa del lavoro e dei lavoratori a Barberino di Mugello. Il programma prevede il ritrovo alle 9.30 in Piazza Cavour, e un corteo per le vie cittadine. Ci sarà poi un comizio con le testimonianze di lavoratori, mentre le conclusioni saranno affidate a Guido Mazzoni della Uil Firenze.
“Questo Primo Maggio è una giornata di lotta. Parliamo di lavoro dignitoso mentre l’intelligenza artificiale cambia tutto, ma senza diritti e tutele il futuro rischia di essere più ingiusto. Non lo accettiamo. A Firenze e in tutto il Paese serve più contrattazione, più salario, più sicurezza. Serve rimettere al centro chi lavora, a partire dai giovani e da chi è più precario. L’innovazione non può essere usata contro le persone, ma deve migliorare la qualità della vita e del lavoro. Per questo continuiamo a mobilitarci: perché senza dignità non c’è libertà, e senza lavoro giusto non c’è democrazia.”, dice il segretario generale Cgil Firenze, Bernardo Marasco.
“Rimettere al centro del nostro paese il lavoro è un atto di responsabilità e di dignità; troppo spesso lo diamo per scontato, troppo stesso lo diamo per tutelato, troppo spesso lo diamo garantito: non è così ! Il lavoro deve vivere di dignità, dev’essere la porta d’ingresso per la realizzazione del proprio percorso di vita, perché dentro la parola lavoro ci sono le nostre vite con i loro sogni e le loro speranze. Per questo vogliamo un lavoro stabile, contrattualizzato, sicuro, ben retribuito” afferma il segretario generale della Cisl Firenze-Prato, Fabio Franchi.
“Saremo ancora nelle piazze per il primo maggio, nonostante una politica che negli ultimi anni emette decreti sul lavoro nei giorni precedenti, per urlare al paese giustizia e dignità per lavoratrici e lavoratori. Per rivendicare ancora più fermamente sicurezza e salario, per combattere part time involontari e contratti pirata con retribuzioni ridicole, per contrastare continui attacchi al diritto di sciopero. Serve rimettere al centro la qualità dell’occupazione, contrastare ogni forma di sfruttamento e governare le trasformazioni in corso, a partire dall’innovazione, senza lasciare indietro nessuno: perché senza giustizia nel lavoro non c’è equilibrio sociale e senza equilibrio sociale non c’è futuro.” dice Leonardo Mugnaini, Coordinatore UIL Firenze.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 aprile 2026






