MUGELLO – Davide Galeotti, imprenditore agro-forestale mugellano, commenta duramente l’aggressione subita dai lavoratori presenti nel cantiere per il parco eolico in Mugello.
La gravissima aggressione effettuata al cantiere AGSM del Giogo di Villore da un nutrito gruppo di criminali, ai danni di personale dell’azienda e, soprattutto, dei boscaioli intenti a sgombrare il cantiere dalla vegetazione, da imprenditore agricolo non mi sorprende affatto.
Sono ormai decenni che capitano fatti sgradevoli a chi è impegnato nella difficile, dura e pericolosa attività silviculturale.
Da quando ha preso piede la malintesa “coscienza ambientalista”, sono cominciati episodi di maleducazione nei confronti della nostra categoria e ci siamo trovati, nostro malgrado, oggetto di aggressioni verbali, accuse farneticanti e, sovente , anche di minacce.
Personalmente mi sono trovato molte volte ad essere aggredito verbalmente da persone che non avevano alcun titolo (figuriamoci le competenze) per ispezionare il mio cantiere forestale (in cui è vietato entrare per motivi di sicurezza), di ricevere accuse a male parole di “devastazione ambientale” salvo poi essere giudicato perfettamente nelle norme da successive ispezioni dei Carabinieri Forestali intervenuti su evidente sollecitazione degli aggressori.
Si, questa categoria di persone, che non di rado sventolano qualifiche di nulla valenza legale come “Guardie Ambientali” o simili e che hanno ancor più nulla competenza in tema di selvicoltura e di ambiente, è nel tempo diventata una categoria di proditori aggressori.
Mi sono addirittura dovuto trovare spesso a temere aggressioni fisiche, vista la veemenza della contestazione, oppure anche “solamente” danneggiamenti e dispetti alle attrezzature (costosissime e pagate con sacrificio) da parte di questi disdicevoli figuri, disavventure capitate a colleghi del tutto incolpevoli e che non di rado ho temuto capitassero anche a me.
Ma non nascono dal niente, questi comportamenti.
Essi sono il frutto malevolo di una certa mentalità falso ambientalista basata su crassa ignoranza, della propaganda di certe associazioni o comitati e di un modo scandalistico di fare informazione sul nostro settore che è un vero stupro della verità.
Infatti, come se non bastassero associazioni di solenni ignoranti (o, al più, “titolati accademici” in totale malafede a causa di ideologie ben precise e forse di interessi facilmente sospettabili..) e persino consiglieri regionali pagati anche coi soldi nostri ( esemplare in negativo una nota consigliera di un certo partito “stellato” che non perde occasione per riversarci addosso infamanti accuse e menzogne varie) , talvolta ci si mette anche un certo modo di fare informazione, il quale (a caccia del titolo ad effetto) rilancia comunicati allarmistici su semplici opere temporanee del tutto normali e rispettose dell’ambiente.
In buona sostanza, forse anche a causa del fatto che siamo una categoria con pochissimo peso elettorale che chiunque si sente libero di aggredire, siamo continuamente sottoposti ad una vera e propria campagna d’odio.
Era solo questione di tempo che si arrivasse al livello di violenza visto al Giogo di Villore, ad una vera e propria aggressione a mano armata.
Vi pare giusto che come categoria ci tocchi subire tutto questo mentre svolgiamo un lavoro duro, povero economicamente, faticoso e rischioso, un lavoro comunque socialmente prezioso nel contrastare il dissesto idrogeologico (ossia il contrario di cosa raccontano associazioni come Italia Nostra), un lavoro permesso, regolato dalla legge?
Come possiamo difenderci da tale aggressione, ripeto, generalizzata e ormai istituzionalizzata, stante la povertà dei nostri mezzi, il nostro scarso peso elettorale e la vulnerabilità dei nostri cantieri?
Vi pare giusto che una ditta onesta, che da lavoro e contribuisce all’ economia nel rispetto della legge, debba correre il rischio di fallire perché qualche sconosciuto criminale, nottetempo, viene a danneggiare attrezzature le cui riparazioni o rimpiazzi sono talmente onerose da farci rischiare la chiusura?
Quale altra attività è costretta a subire tutto questo, ad opera di veri e propri terroristi che poco rischiano e nulla pagano (essendo protetti politicamente , a differenza nostra)?
E vi pare giusta la continuazione di una contestazione così dura e aggressiva ad un’opera ormai decisa ai piani più alti seguendo la legge e le norme previste dall’ ordinamento dello Stato di Diritto?
Sono domande che non vedo mai porre dalle categorie che operano queste gravi contestazioni.
Faccio dunque appello ai vari comitati, alle associazioni e (soprattutto) alla Stampa per abbassare i toni dell’ aggressione scandalistica che viene rivolta alla nostra categoria: fermatevi, riflettete, ponetevi le domande “ma io, realmente, cosa ne so di questo settore? Mi può bastare il parere di una agitapopolo in cerca di rielezione? E giusto che aggredisca in questo modo delle persone che fanno un lavoro rispettoso della Legge?”
Prima di pubblicare un articolo con tono scandalistico (o di effettuare vere e proprie campagne stampa aggressive), fatevi la domanda “ma è giusta questa criminalizzazione? È esagerato questo allarme? Questo titolo non potrebbe esacerbare animi di certe menti deviate?”
Fatevi queste domande e fermatevi.
Abbassiamo i toni e moderiamo i modi di esprimere dissenso prima che succeda il fatto veramente grave per aggressione o per eccesso di difesa.
Il limite del lecito è già stato ampiamente superato.
Davide Galeotti, imprenditore agro-forestale
Rubrica: Dai Lettori
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 luglio 2025






