MUGELLO – Nelle ultime settimane ho assistito a molte prese di posizione da parte di amministratori locali, non ultimo il proclama della Regione Toscana, sulle strategie aree interne (articolo qui), che dovrebbero garantire una vita migliore ai cittadini ed imprese dei comuni marginali, contenendo lo spopolamento.
Sono 15 anni ormai che fra strategie nazionali e soprattutto regionali sento chiacchierare di progettualità, idee, biodiversità, fare squadra, lavoro di comunità, ecc, con il risultato che sono state sprecate ingenti risorse senza ottenere nessun tipo di risultato concreto, solo una massa di chiacchiere, la cosiddetta “progettualità” che ha prodotto benefici solo per una piccolissima parte della popolazione.
Così come meritoriamente Stato e Regione hanno operato per il superamento del “digital divide”, occorre dal mio punto di vista per dare un reale contributo, sostegno e sviluppo e ai cosiddetti “Comuni interni” come l’Alto Mugello, intervenire su tre punti:
1 – SERVIZI SANITARI. garantire servizi sanitari e assistenziali al pari di quelli erogati nella grande città o nella Piana, soprattutto per la medicina di base;
2 – COLLEGAMENTI. In attesa di eventuali nuove infrastrutture, residenti ed aziende hanno bisogno di strade (e dove presente di ferrovia) costantemente fruibili ed in sicurezza, con ripristini immediati dei dissesti (non è più sopportabile mantenere per anni semafori causa frana o lasciare mesi una transenna per un guardrail ribaltato), asfaltature regolari, pulizia e ripristino di fossette, banchine, muri di sostegno, guardrail, taglio erba e segnaletica orizzontale stabilmente curate, insomma Anas e Città Metropolitana devono tornare ai livelli degli anni ’60. Purtroppo la “progettualità politica” si concentra quasi esclusivamente sull’incrementare il trasporto pubblico: un emerita stupidata!! Il TPL deve garantire collegamenti eccellenti con scuole, fabbriche (tipo Firenzuola – stabilimento Panna) e stazione FS negli orari di punta, per il resto sono solo soldi sprecati, non possiamo pensare che chi vive in aree di montagna debba essere legato alle corse della “Sita”, chi abita e lavora nelle nostre zone ha bisogno del trasporto privato e per garantire un trasporto privato accettabile servono strade accettabili;
3 – INCENTIVI FISCALI. Questi si possono realizzare in tempi rapidissimi, lo Stato deve erogare un contributo pari al gettito IMU dei singoli Comuni in modo da consentire a quest’ultimi di azzerare l’aliquota sugli immobili, la Regione deve prevedere un’immediata abolizione dell’addizionale Irpef per chi risiede nelle aree interne, nonché uno sgravio fiscale ad imprese ed aziende che creano lavoro e servizi in questi Comuni.
Queste sono le tre azioni concrete che possono incentivare il vivere nelle aree interne, tutto il resto sono soltanto chiacchere e “progettualità” che andranno ad esclusivo beneficio di una minima parte della popolazione o di cooperative o start-up che nascono e muoiono una volta incassati i contributi.
Ultima nota: ma come fa la Regione Toscana a mettere nello stesso calderone “aree interne” Comuni veramente disagiati come Firenzuola, Palazzuolo, Marradi, Cantagallo, con comuni tipo Borgo San Lorenzo, Vaiano, Rufina che oltre ad avere una serie di servizi essenziali sono a meno di 30 minuti da una delle città più belle e sviluppate del mondo?
Claudio Scarpelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Luglio 2025







1 commento
Ho letto il commento di Claudio Scarpelli e del dottore Giovannardi complimenti , sono due delle poche persone che hanno le idee chiare sul Mugello ce ne veramente bisogno i partiti è meglio lasciarli perdere .