MUGELLO – Il Filo di perle curato da Giampiero Giampieri oggi ci ricorda che la fede richiede le opere, che la Parola deve diventare corpo e “muovere le nostre mani, i nostri occhi, i nostri gesti”.
La promessa di Dio è molto concreta: trasformare il corpo e la vita. E in Maria diventa visibile la vita trasformata. «Gli amici della sposa non vedono ciò che accade nell’intimità con lo sposo, ma quando inizia a lievitare il ventre della sposa essi intuiscono ciò che è avvenuto nel segreto della camera nuziale» (S. Weil). Io so che hai incontrato Dio se dall’incontro tu ritorni trasformato.
Incontrare Dio cambia la vita, la rende fruttuosa. Quello che per noi è più difficile, oggi, è mostrare la visibilità di quello che ci accade nell’incontro con Dio. Quali sono i segni visibili dell’incontro con Dio, della trasformazione avvenuta, di una vita abitata da Lui? Siamo capaci di testimoniare i segni del passaggio di Dio nella nostra esistenza? Il Vangelo per farsi credere ha bisogno di un anticipo di corpo, di un capitale di incarnazione, di vite segnate, incise, marchiate, impresse dalla Parola. Ha bisogno di testimoni, di martiri. Non perché siano loro a rendere credibile il Vangelo, ma perché ognuno di noi possiede per contro il terribile potere di togliere credibilità all’annuncio con la sua controtestimonianza.
Dobbiamo lasciare che la Parola diventi corpo e muova le nostre mani, i nostri occhi, i nostri gesti. Li muova in modo nuovo, legato alla pace, alla giustizia, alla tenerezza.
Maria è la testimone autorevole che Dio sta nella vita e la trasforma.
Che, alla fine, sacro e reale coincidono.
Da Ermes Ronchi, Le Case di Maria
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 agosto 2025


