BORGO SAN LORENZO – È stato veramente un brutto episodio quello accaduto domenica 23 Novembre a Vicchio, il giorno dopo la partita dei Giovanissimi tra Fortis Juventus e Asd Sandro Vignini, vinta per 1-0 dai vicchiesi. Sembra assurdo, che il giorno dopo una partita di calcio di ragazzi, ci possa essere una sorta di “regolamento di conti” con “spedizione” nel comune vicino per chiarirsi con i coetanei, avversari del giorno prima, con tanto di minacce e schiaffi.
Pare però che sia quello che è successo a Vicchio, quando un gruppo di adolescenti, ragazzini del 2012, tredicenni, secondo quanto raccontato da diverse persone, si sarebbero ritrovati a Vicchio all’indomani di una partita di campionato della categoria Giovanissimi, vinta dalla Sandro Vignini, per “punire” i ragazzi vicchiesi. Il tutto accaduto fuori dagli impianti sportivi, pare ai giardinetti, e un ragazzo che gioca nella Sandro Vignini sarebbe anche stato vittima di uno schiaffo da parte di un coetaneo della squadra avversaria. Alla fine grazie all’intervento di ragazzi più grandi, gli animi si sarebbero placati.
Per discutere della cosa, martedì 2 Dicembre è stata anche organizzata a Vicchio, sugli spalti del campo sportivo e alla presenza dei Carabinieri, una riunione alla quale hanno partecipato i dirigenti della Sandro Vignini, alcuni dirigenti della Fortis e i genitori dei ragazzini coinvolti, di entrambe le squadre. Una riunione dalla quale pare però non essere uscita una posizione univoca.
Fabio Mazzoni presidente della Sandro Vignini, afferma: “Quello che mi è stato raccontato ed è successo, è molto preoccupante. Non è successo su un campo di gioco, e in quel caso ci sarebbero le procedure della giustizia sportiva, ma pensare che dopo un sconfitta si arrivi a questi episodi tra ragazzi mi pare una roba fuori da mondo. Il calcio diventa troppo spesso uno sfogatoio di dinamiche e problemi sociali molto più complicati. E se ogni domenica vediamo arbitri aggrediti, risse in tribuna, risse in campo, il problema c’è ed è diffuso, ma non è colpa dello sport. Ma di come viene vissuto. In primis da noi adulti. In questo caso il calcio è il pretesto per comportamenti che sinceramente vorrei non sentire nei nostri paesi, da nessuna parte”. Mazzoni, rimprovera ai genitori di aver accompagnato i ragazzi a Vicchio, all’indomani della partita, e alla Fortis di non aver preso provvedimenti disciplinari contro i ragazzini coinvolti. E afferma: “Credo sia il minimo dare un segnale a chi ha sbagliato e far capire a tutti i nostri figli che sul campo si può essere avversari, ma mai nemici. E che lo sport deve unire, non dividere, o peggio ancora, diventare violenza verbale o fisica. Questo non è accettabile. Tutti devono prendere una posizione forte. Senza se e senza ma”.
A lui replica Cosimo Santini presidente della Fortis Juventus, che rivendica il valore dello sport proprio per evitare e limitare certe situazioni: “Questi fatti – afferma – colpiscono tutti, e condanniamo l’accaduto. Ma emarginare i ragazzini coinvolti rischierebbe di fare peggio. Chiaramente- aggiunge – abbiamo parlato con loro spiegando perché il gesto deve essere condannato. Ma non per questo li allontaneremo dal calcio, anzi credo che abbiano bisogno di passare più tempo all’interno della società e nel gruppo, dove si fa anche un lavoro sociale. Escluderli ne aumenterebbe l’emarginazione, hanno invece bisogno di allenarsi di più, e lavorare più duro”. Santini interviene anche in merito al fatto che il giorno dopo la partita alcuni genitori abbiano accompagnato a Vicchio i ragazzini coinvolti: “Non credo – afferma – che le tensioni siano state percepite dai genitori, invito tutti a moderare i toni e ad evitare accuse pesanti”. E conclude: “Come detto condanniamo il gesto, ma la nostra punizione sarà allenarsi di più”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Dicembre 2025



