
VICCHIO – Non si fermano le cattive notizie per il Comune di Vicchio. Se ieri , giovedì 26 Febbraio, si è parlato della condanna ad un maxi risarcimento nei confronti di un giovane che, allora minorenne, fu affidato alla comunità (articolo qui), oggi la cosa si chiarisce ulteriormente, ed emergono nuovo dettagli. Il primo, e più sostanziale, è il fatto che l’ente mugellano, per il mancato controllo da parte dei suoi servizi sociali, è oggetto in realtà di due sentenze del tribunale civile di Genova, che riguardano non una persona sola, ma due fratelli, allora bambini, per un totale di un milione e 700 mila euro. Un colpo durissimo per un Comune già in stato di predissesto finanziario.
E questo, si legge in un articolo de La Nazione a firma di Stefano Brogioni, potrebbe essere solo un antipasto della tegola che pende sul capo del Mugello. In quanto sarebbero pronti una ventina di analoghi ricorsi, che potrebbero coinvolgere anche altri enti, come il Comune di Dicomano.
Intanto il sindaco del Comune di Vicchio Francesco Tagliaferri annuncia: “La sentenza di primo grado è stata trasmessa al Comune, tramite gli uffici competenti è stato conferito mandato ai legali per l’assistenza e la difesa. E’ stato ritenuto di impugnare la sentenza e verrà fatto appello tramite i legali. Com’è noto, i fatti risalgono a molti anni addietro e non riguardano quest’Amministrazione. Nel rinnovare la solidarietà e vicinanza alle vittime, occorre anche precisare che tali azioni sono assunte a tutela dell’ente e dei cittadini”.
“Il semplice fatto di ricorrere in appello – spiega però su La Nazione l’avvocato Giovanni Marchese, che ha assistito una delle vittime nel suo ricorso – di per sé non blocca i termini del pagamento, per i quali, nel caso si tratti di enti pubblici, come stavolta, il beneficiario dopo 120 giorni può chiedere l’esecuzione forzata, ricorrendo ad esempio al pignoramento”. E aggiunge: “Il Comune di Vicchio ha fatto però anche richiesta di sospensiva, vedremo se verrà accettata”.
Intanto, sempre su La Nazione, l’avvocato Marchese delinea meglio i termini della questione, che riportano di stretta attualità quanto già nel 2023 fu oggetto di un ricorso alla Corte dei Conti. Ossia il fatto che gli enti che si erano costituiti parte civile nel processo penale, pur avandone diritto, non abbiano poi intrapreso azioni risarcitorie in sede civile (articolo qui), ad eccezione, lo scorso anno, della Regione Toscana.
Oggi, su La Nazione, Marchese ricorda infatti che “Nel processo penale sul caso Forteto, arrivato a sentenza di primo grado nel 2015 e in Cassazione nel 2017, il Comune di Vicchio era parte civile insieme alla Città Metropolitana di Firenze, all’Unione dei Comuni del Mugello, e al Comune di Borgo San Lorenzo”. E adesso, data l’entità della cifra che il Comune, già in stato di pre dissesto, sarà chiamato a pagare, quell’opportunità sfumata per Vicchio assume una luce diversa.
“Il giudice – continua Marchese – aveva stabilito che le parti avessero diritto a risarcimenti, da quantificarsi poi da parte del giudice civile. Vicchio aveva chiesto addirittura un milione e mezzo di euro, ma poi non ha fatto niente per dare corso alla sentenza. Da dicembre 2017 – aggiunge – avrebbe potuto avviare la causa di risarcimento, c’era solo da quantificare il danno”.
Una vecchia questione, quella del mancato ricorso, alla quale oggi il sindaco Francesco Tagliaferri tenta di porre rimedio, affermando: “Da approfondimenti, sta emergendo che la questione di intraprendere azioni civili di risarcimento è stata affrontata nel 2023 dalla precedente amministrazione senza procedere in questa direzione, altri enti che si erano costituiti parte civile insieme al Comune di Vicchio invece presero decisioni differenti. Stiamo ulteriormente approfondendo, e se questo fosse confermato, lo farà la nostra amministrazione”. Anche se, come sottolinea ancora l’avvocato Marchese, già nel ricorso nel 2023: “si faceva presente il fatto che il tempo trascorso avrebbe già allora potuto consentire ai condannati di occultare le risorse. Questo – aggiunge – è tanto più probabile oggi, che sono passati altri anni”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 Febbraio 2026


