DICOMANO – Il tribunale civile di Genova ha rigettato le richieste di rimborso nei confronti del Comune di Dicomano da parte di tre minori che negli anni Novanta furono affidati al Forteto. Si configura quindi una situazione diametralmente opposta a quella che invece ha interessato il Comune di Vicchio, che ha ricevuto una condanna milionaria. “In questo caso – spiega il sindaco Massimliano Amato – i servizi sociali sono stati coinvolti marginalmente e il giudice ha ritenuto che il Comune di Dicomano abbia solo adempiuto a quanto stabilito dall’autorità giudiziaria”. Ma ecco la riflessione del sindaco Amato: “Oggi ho preso visione della sentenza del Tribunale civile sulla vicenda del ‘Il Forteto’ che ha visto coinvolto anche il Comune di Dicomano e desidero, in virtù di quanto riportato, fare alcune considerazioni che ritengo doverose.
Innanzitutto la sentenza è chiara e non lascia spazio ad ambiguità: il Comune di Dicomano non ha alcuna responsabilità nei fatti contestati. Viene riconosciuto che l’ente ha operato esclusivamente nel perimetro delle disposizioni dell’autorità giudiziaria, senza poteri decisionali né di controllo sulla struttura. Questa è una verità che oggi assume valore definitivo e che ristabilisce, finalmente, la corretta lettura dei fatti oggetto del percorso giudiziario che ci vedeva coinvolti.
Ma questa sentenza ha, suo malgrado, anche un significato politico che non può essere ignorato. In questi tempi abbiamo assistito a una sistematica operazione di strumentalizzazione del dolore delle vittime, utilizzato da alcune forze politiche e da singoli esponenti per costruire discredito, alimentare sospetti e delegittimare l’operato e l’immagine dell’istituzione locale che oggi rappresento.
Ne è stata la prova il recente attacco scomposto, violento nei toni e profondamente fazioso, di un consigliere regionale, che e’ arrivato a chiedere addirittura le mie dimissioni con affermazioni gravi, pronunciate senza alcun legame al caso specifico (e oggi smentite da un pronunciamento giudiziario chiaro) che però testimoniano inequivocabilmente una volontà precisa: continuare a usare questo orrore come clava contro gli avversari politici.
E potrei continuare con il fatto che si è arrivati perfino a evocare scenari di mobilitazione popolare contro il Comune, come fatto ultimamente dal consigliere Zeni, con dichiarazioni che insinuavano dubbi sull’operato dell’ente e sulla correttezza della gestione del percorso giudiziario. Oggi, finalmente, questa sentenza restituisce verità e responsabilità, e dimostra quanto fossero infondate le argomentazioni sostenute da personaggi estranei ai fatti nei confronti del nostro comune.
Mi preme sottolineare che questa amministrazione ha scelto consapevolmente fin da subito una strada diversa: non quella del clamore, non quella della speculazione politica, ma quella del rispetto delle istituzioni, delle vittime e della fiducia nella giustizia. Nonostante le fortissime pressioni mediatiche e politiche, abbiamo mantenuto un comportamento rigoroso, corretto e rispettoso, attendendo l’esito del percorso giudiziario senza mai piegarci alla tentazione di utilizzare una vicenda così dolorosa per fini di parte.
Dalla nostra posizione abbiamo difeso il ruolo del Comune, ma anche quello di tutti gli attori coinvolti, senza semplificazioni, senza processi sommari, senza contribuire a creare un clima di caccia al colpevole che nulla ha a che vedere con la ricerca della verità e della giustizia.
Chi ha parlato di giustizia da certi pulpiti, dovrebbe avere l’onestà di riconoscere che la giustizia non si costruisce nelle piazze o sui social, ma nelle sedi competenti, con pazienza, rigore e rispetto delle regole. E dovrebbe assumersi la responsabilità delle parole usate.
Restano, e sono profondi il rispetto e la vicinanza per le vittime e per il dolore che questa vicenda ha generato. Il Comune di Dicomano prende atto con senso di responsabilità dell’esito giudiziario che chiude uno dei tanti capitoli di una storia drammatica che ha segnato il nostro territorio e che conferma la correttezza del percorso seguito, nella costante fiducia nelle istituzioni e nella giustizia”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 marzo 2026


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