FIRENZUOLA – Si torna a parlare del Centro accoglienza straordinaria (Cas) di San Pellegrino, a Firenzuola. Quattro cittadine infatti hanno inviato un esposto alla Prefettura, nel quale dopo aver ricordato i problemi aperti, alcuni dei quali legati a tematiche e polemiche tante volte sollevate nel corso del tempo, e aver richiesto un nuovo incontro al Prefetto, si dicono preoccupati per alcuni lavori in corso, temendo un ampliamento, e avanzano una proposta: trasformare da struttura in un progetto “Sai”, che significa “Sistema di accoglienza e integrazione”. La differenza è che mentre i “Cas” gestiscono gli arrivi e le “emergenze”, i “Sai” dovrebbero concentrarsi su attività di integrazione sociale e lavorativa, configurando un’accoglienza di secondo livello e situazioni più stabili, anche familiari.
Le cittadine nel loro esposto ripercorrono le vicende della struttura di San Pellegrino, ricordando l’ordine del giorno in Consiglio comunale che ne chiedeva la chiusura (articolo qui), sottolineando invece come al momento siano in corso lavori che fanno pensare alla possibilità di un ampliamento. Si dicono quindi ‘preoccupate’ e ricordano le problematiche aperte, esponendo i propri timori alla Prefettura. Tra questi la sproporzione tra ospiti del centro e residenti della frazione, e proprio in merito a questo ricordano l’impegno delle autorità a contenere i primi entro i cinquanta. Affermando però che “durante l’anno trascorso il numero è stato spesso superato” e che ” temiamo di dover subire nuovamente le conseguenze di un ulteriore aumento di persone, che metterebbe a rischio la nostra comunità già stravolta dall’impatto di 4 anni di CAS“.
Si ricordano poi episodi di tensioni all’interno del centro, fino a citare quello un medico ed un volontario del 118 furono aggrediti da un ospite della struttura (articolo qui). Scrivono infatti: “Nel corso di quest’anno abbiamo dovuto segnalare alle forze dell’ordine alcuni episodi di violenza con urla e distruzione di oggetti poi gettati lungo la strada, avvenuti in pieno giorno senza l’intervento del sorvegliante di turno, e purtroppo in presenza di bambini che giocavano in prossimità del piazzale di fronte al CAS e lungo la strada. Tensioni, scrivono, generate anche dal fatto che alcuni ospiti sono ancora in attesa dei permessi dopo più di 2 anni. E proprio in merito alla permanenza nel centro nell’esposto si lamentano le condizioni in cui sono tenuti i giovani ospiti stranieri, parlando di basse temperature, vitto non sufficiente e giovani che si arrangiano come possono per raggiungere il posto di lavoro a Firenzuola o la scuola a Borgo San Lorenzo.
Queste condizioni, scrivono, influiscono “negativamente su tutta la popolazione, che vede la propria piccola frazione degradarsi continuamente sia per le condizioni in cui viene tenuta la struttura dell’ex albergo ristorante (staccionate rotte, piante secche, pezzi di tavoli e altri oggetti lasciati davanti alla struttura, bicchieri di plastica abbandonati per strada, rifiuti lasciati in prossimità dei cassonetti senza una corretta gestione della raccolta differenziata, lampioni rotti, e sporcizia)”. E aggiungono: “Se non fosse per le azioni del volontariato locale che fornisce loro vestiti, biciclette, insegnamento della lingua italiana, e biglietti per i mezzi pubblici, i ragazzi non avrebbero altro”.
E concludono: “Come popolazione ci riteniamo aperti ad un progetto di Sai, e ad una collaborazione come cittadini attivi nella sua realizzazione, siamo concordi della necessità di investire in Sai in quanto riconosciuto come unico modello di accoglienza funzionante verso l’integrazione della comunità, come espresso dalla “Commissione immigrazione” del “Sistema di accoglienza integrazione” del Ministero dell’interno. Pur non nascondendo la delusione al diniego di accesso agli atti dello scorso anno, che per noi avrebbe significato soprattutto un segnale di apertura verso le richieste di chiarimenti della nostra comunità, oltreché un atto di trasparenza dovuto ai cittadini coinvolti in una così importante mutazione delle abitudini, riteniamo nostro dovere instaurare un rapporto di collaborazione attiva con le istituzioni, per questo siamo nuovamente a richiedere l’attenzione di sua eccellenza il Prefetto, e la disponibilità ad un nuovo incontro congiunto al quale possa essere convocato anche il Sindaco di Firenzuola, per poter discutere sulla possibilità di migliorare la condizione di tutti e tentare di realizzare un progetto di integrazione ben funzionante. A tal fine – si chiude la lettera – chiediamo la possibilità di visionare la nuova convenzione per l’anno 2026 che ad oggi non troviamo pubblicata sul sito della Prefettura, ma che supponiamo sia stata rinnovata essendo la precedente scaduta da 2 mesi. Preghiamo la sua eccellenza di considerare la nostra richiesta con la massima urgenza, ringraziando per l’attenzione che dedicherà a questo esposto”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 Marzo 2026



