
FIRENZUOLA – È stato un brutto episodio quello accaduto nei giorni scorsi al Cas di San Pellegrino, nel Comune di Firenzuola. Domenica sera, 4 Maggio, una dottoressa e una volontaria del 118 sono state aggredite da un ospite del centro, che stavano soccorrendo. I fatti sono stati ricostruiti dal quotidiano La Nazione in edicola ieri, giovedì 8 Maggio: secondo quanto si legge, erano circa le 19.45 quando la dottoressa Tamine Azad, in servizio alla Misericordia di Firenzuola, è stata inviata, in codice rosso, sull’intervento. Si trattava di un paziente, un giovane migrante, che aveva perso conoscenza pur respirando regolarmente. Una volta sul posto la dottoressa si è accorta che si trattava di un attacco di panico e, visto che i parametri erano buoni, si è preparata a fare all’uomo una flebo di Valium, in modo da tranquillizzarlo. A questo punto, però, lui ha avuto una reazione improvvisa: si è alzato di scatto, ha preso per il collo la dottoressa e l’ha colpita al volto e alle costole. Poi ha dato una gomitata a una volontaria, e la dottoressa Azad è riuscita a sedarlo solo quando i compagni del giovane sono intervenuti per tenerlo fermo.
Alla fine il giovane migrante è stato ricoverato all’ospedale di Borgo, ma quanto accaduto, alla dottoressa Tamine Azad, è costato una costola rotta, escoriazioni e tanto spavento. E tutto pare destinato a riaccendere le polemiche su quel centro così isolato. Lei, in servizio da oltre trent’anni nell’emergenza medica, nell’articolo de La Nazione, commenta: “Non potete trattare questi ragazzi come pensionati, offrendo solo il cibo ed un posto per dormire”. Stesso concetto espresso il mese precedente dal direttore della “Società della salute Mugello” Marco Brintazzoli, ex commissario del Cas di San Pellegrino, citato sempre da La Nazione, che a Marzo aveva affermato: “La permanenza in questo posto per più di un anno e mezzo crea disagio ai ragazzi, più isolati rispetto ad altre strutture”. Per questo Brintazzoli spiegava di aver più volte chiesto che fossero trasferiti in altre strutture, più vicine alla città. E aveva usato parole che adesso sembrano più che mai adeguate: “Se stanno in questo Cas per troppo tempo vanno in crisi, diventano più agitati, si creano tensioni interne”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Maggio 2025



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