
BORGO SAN LORENZO – Sarà operativa già dal prossimo anno scolastico la nuova scuola di Ronta; con la demolizione dell’esistente che dovrebbe essere completata entro sessanta giorni dal 30 Giugno. Ma sono ancora da trovare invece i fondi per la sistemazione dell’area che sarà lasciata libera dal vecchio edificio. Le due notizie, l’una buona e l’altra che ha destato qualche preoccupazione tra i cittadini, sono state comunicate ieri sera, giovedì 23 Aprile, nel corso di un’assemblea organizzata dalla Consulta nella biblioteca della fazione. Durante la quale il sindaco Leonardo Romagnoli ha anche sollecitato il coinvolgimento dei rontesi in merito al futuro dell’area, per la quale sono infatti sostanzialmente due le ipotesi: area verde o parcheggio. Ma in entrambi i casi le risorse, sull’ordine dei 150 mila euro in base ad una prima stima, andranno trovate.

Due gli argomenti all’ordine del giorno della serata: il punto sulla nuova scuola e quello sulle frane che hanno interessato la frazione. Per l’occasione a Ronta erano presenti, oltre a Romagnoli, gli assessori Lorenzo Verdi, Silvia Notaro, Paola Coppini, Lisa Boni e Gabriele Timpanelli, l’architetto Paola Battaglieri responsabile del procedimento per il cantiere della scuola, l’ingegner Emuanuele Grazzini dirigente del servizio tecnico, e Paola Gori dello stesso ufficio.


Per la scuola, l’assessore Notaro ha ricordato che la scadenza per i lavori Pnrr, inizialmente prevista al 30 Marzo, è stata spostata alla fine di Giugno. “Un tempo che ci permette – ha affermato – di arrivare alla fine di questo progetto nel migliore dei modi. Insieme alle insegnanti ci stiamo già organizzando per il trasloco, che avverrà alla fine della scuola; mentre la demolizione dell’esistente sarà effettuata, come da linee guida, nei sessanta giorni successivi”.

L’architetto Battaglieri ha poi effettuato una dettagliata relazione tecnica sulle caratteristiche del nuovo edificio, e insieme all’ingergner Grazzini ne ha evidenziato il risparmio energetico. L’intervento, però, non riguarderà la palestra; che pure, come è stato ricordato da alcuni cittadini, presenta problemi di infiltrazioni. “Per questa – ha affermato Grazzini – il Comune ha recentemente partecipato ad un bando per l’efficientamento energetico, che permetterebbe di realizzare il cappotto termico e intervenire su copertura e infissi, per un costo stimato di circa un milione di euro, ma ancora non abbiamo avuto risposta in merito”.

Si è parlato poi di un altro importante tema per la frazione. Ossia le frane che nel Marzo 2025 hanno interessato il versante sopra la ferrovia. In questo caso il geologo Luigi Paoli ha tenuto una dettagliata relazione sugli interventi svolti e sui rilievi effettuati con il coinvolgimento del Genio Civile, dei Vigili del Fuoco e dell’Università di Firenze. Come già era stato detto ai residenti, nei casi della zona della stazione e di via Andreani, si è trattato di colature superficiali di suolo, scivolato sulla roccia sottostante. “In questi mesi non sono state evidenziate – ha ricordato Paoli – evoluzioni significative, anche se la tendenza è quella di formare un fronte di frana unico“. Per la zona di via Andreani, quindi, il problema principale adesso è quello della regimazione delle acque, mentre per quella del Fondaccio la situazione è parzialmente diversa, in quanto ci sarebbe un maggiore spessore di suolo a rischio di essere coinvolto in futuri movimenti franosi; e forse avrà bisogno di una particolare attenzione.
Nel primo caso, come ha ricordato Grazzini, il Comune ha già effettuato alcune opere di regimazione delle acque, in via Andreani e in via dei Lastroni, ma sarebbero necessari interventi a monte della ferrovia e di manutenzione delle sue opere idrauliche, dato che numerosi canali di scolo sono otturati dopo decenni di mancata manutenzione. E su questo aspetto l’asssemblea si è chiusa con l’impegno del sindaco Romagnoli a sollecitare Rfi in tal senso.


Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 Aprile 2026



