SCARPERIA E SAN PIERO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi, domenica 17 Maggio, solennità dell’Ascensione, è la volta di don Binu Francis Joseph Pandaraparambil, viceparroco di Scarperia.
La Solennità dell’Ascensione ci ricorda due grandi verità della nostra fede:
- 1. Siamo privilegiati ad avere un Dio che è contemporaneamente sopra di noi e con noi.
- 2. Non siamo fatti per rimanere sulla terra, ma per salire al cielo.
Una storia simbolica: il litigio tra Dio e Lucifero
Un giorno, racconta una leggenda, ci fu un litigio tra Dio e Lucifero.
Lucifero disse:
“O Dio, tu hai il Paradiso per abitare, e io ho l’inferno. Ma perché vuoi anche la terra? Non ti basta il cielo? Tu sei Dio: il tuo posto è lassù! La terra… dovrebbe essere mia!”
Dio gli rispose con un sorriso: “Caro Lucifero, ti sei dimenticato che ho dato la vita del mio Figlio per liberare la terra dalla tua schiavitù? Io sono un Dio che vuole abitare con loro, non solo sopra di loro.”
Lucifero, mormorando: “Non è giusto! Tu vuoi stare con loro e sopra di loro…” se ne andò, sconfitto ancora una volta, dall’amore di Dio.
Una seconda storia: due uccelli, due scelte.
Un giorno, i discepoli chiesero a un maestro saggio:
“Qual è il senso della nostra vita?”
Il maestro li portò in un luogo dove c’erano due gabbie.
In ciascuna gabbia c’era un uccello.
Chiese ai discepoli di dare del cibo a entrambi, e così fecero.
Poi il maestro disse:
“Adesso aprite le gabbie.”
Il primo uccello continuò a mangiare, come se nulla fosse cambiato.
Il secondo, invece, alzò lo sguardo al cielo,
lasciò il cibo e volò via, verso l’alto.
Il maestro sorrise e disse:
“Questo è il senso della vita: non rimanere nella gabbia,
ma alzare lo sguardo e volare verso il cielo.”
Nel Vangelo di oggi, Gesù ci rivela la doppia dimensione della sua presenza:
“A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra…
… io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.”
Dio è sopra di noi – Signore del cielo e della terra,
ma è anche con noi – presente ogni giorno nella nostra vita.
E in un altro passo del Vangelo (Giovanni 14), Gesù dice:
“Io vado a prepararvi un posto…
e quando sarà pronto, vi prenderò con me.”
Significa che abbiamo una dimora in cielo,
e la nostra vita è un cammino verso quella dimora.
E allora, che cosa dobbiamo fare?
Gesù non ci lascia solo con una promessa,
ma anche con una missione:
“Andate e fate discepoli tutti i popoli,
battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.”
Vivere L’Ascensione significa:
Camminare con lo sguardo al cielo,
ma con i piedi nella missione,
portando la luce del Vangelo agli altri.
Conclusione: per chi viviamo?
Alla fine, dobbiamo farci una domanda essenziale:
Viviamo sulla terra per il mondo… o per il cielo?
Viviamo per ciò che passa, o per ciò che rimane?
L’Ascensione non è una fuga, ma un invito:
- a guardare in alto,
- a credere nella presenza di Cristo con noi,
- e a vivere già da ora come cittadini del cielo.
Preghiamo:
Signore Gesù,
Tu sei asceso al cielo ma non ci hai abbandonati.
Sei sopra di noi come Re,
e con noi come Amico e Compagno di viaggio.
Donaci di vivere sulla terra
con lo sguardo fisso al cielo,
portando la Tua luce nel mondo,
fino al giorno in cui ci condurrai con Te,
nella dimora eterna che ci hai preparato.
Amen.
Don Binu Francis Joseph Pandaraparambil
viceparroco di Scarperia
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 maggio 2026



