MUGELLO – Un lettore ci invia una riflessione legata al mondo dei nostri amici animali, chiedendosi come sia possibile che un territorio come il Mugello non disponga ancora di una struttura veterinaria organizzata per garantire assistenza continuativa.
“Ieri la nostra famiglia ha perso Maya, una Golden Retriever di soli sei anni.
La sua morte è stata improvvisa e fulminante. Non scriviamo queste righe per attribuire responsabilità a qualcuno, né per cercare colpe dove non ce ne sono. Maya forse non si sarebbe salvata con una visita in più o con un veterinario reperibile.
Ma la sua perdita ci ha spinto a riflettere su un problema che riguarda migliaia di famiglie del Mugello e i loro animali.
Viviamo in un territorio vasto, composto da numerosi comuni e frazioni. Da Barberino di Mugello a Borgo San Lorenzo, da Scarperia e San Piero a Vicchio, passando per tutti gli altri paesi della valle.
Un territorio vivo, popolato da famiglie, aziende agricole, allevamenti e da un numero sempre crescente di animali da compagnia.
Eppure, ancora oggi, chi si trova ad affrontare un’emergenza veterinaria nelle prime ore del mattino, durante la notte, nei giorni festivi o semplicemente fuori dagli orari di ambulatorio, spesso si scontra con una realtà difficile: numeri di emergenza non attivi, studi chiusi, reperibilità limitata e la necessità di correre fino a Firenze.
La domanda è semplice: è normale che un territorio come il Mugello non disponga ancora di una struttura veterinaria organizzata per garantire assistenza continuativa?
Nessuno mette in discussione l’impegno e la professionalità dei veterinari che operano nei nostri comuni. Al contrario, proprio perché il loro lavoro è prezioso, crediamo sia arrivato il momento di ragionare insieme su un progetto più ambizioso.
Perché non creare un vero polo veterinario del Mugello?
Un centro condiviso dai professionisti del territorio, sostenuto dalle amministrazioni locali, dalle associazioni e, se possibile, da finanziamenti regionali o nazionali. Una struttura capace di offrire pronto soccorso, diagnostica avanzata, ricovero e assistenza continuativa, evitando che ogni emergenza debba trasformarsi in una corsa contro il tempo verso Firenze.
In altre parti d’Italia esistono già realtà di questo tipo. Non si tratta di un’utopia, ma di una scelta organizzativa e politica.
Gli animali fanno parte delle nostre famiglie. Sono compagni di vita, affetti quotidiani, presenze che condividono con noi anni di gioie e difficoltà. Meritano strutture adeguate alle esigenze del territorio in cui vivono.
Questa non è una protesta contro qualcuno.
È un invito rivolto ai veterinari, ai sindaci, all’Unione dei Comuni del Mugello e a tutte le istituzioni competenti affinché si apra una discussione seria sul tema.
Se la perdita di Maya può contribuire, anche minimamente, a far nascere una riflessione che un giorno aiuti altri animali e altre famiglie, allora il suo ricordo avrà lasciato qualcosa di concreto alla comunità che tanto amava.
Rubrica: Dai Lettori – La famiglia di Maya
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 giugno 2026




