MUGELLO – A chi è diretta l’Enciclica? Scrive il Papa: «A tutti i fedeli cattolici, a tutti i cristiani, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà». Inoltre esorta tutti a non temere «di sporcarci le mani nel cantiere del nostro tempo». Al n. 14 indica i criteri di discernimento delle azioni alle quali ci invita: «dignità della persona, destinazione universale dei beni, opzione per i poveri, cura della Casa comune …». Ciascuno è chiamato, nel proprio ambito, ad agire efficacemente per il raggiungimento degli obiettivi indicati. Nel discorso alla Conferenza Episcopale italiana del 28 maggio scorso Papa Leone individua come luoghi per la trasmissione della fede, tra gli altri, «dove la fede diventa impegno effettivo nella società, nella politica, nella cultura».
Ci ripromettiamo, con queste sintetiche riflessioni, di estrarre qualche spunto dalla Magnifica humanitas, che possa suscitare qualche comportamento da assumere al nostro livello nel territorio nel quale viviamo, nelle associazioni e nelle comunità, religiose, sociali e politiche. Inoltre vi è implicito l’invito ad una lettura integrale dell’Enciclica.
Sarebbe bello e significativo vedere le nostre comunità parrocchiali in prima fila per diffondere i contenuti di questa importantissima enciclica, che ruota certamente intorno al tema della così detta intelligenza artificiale, ma che affronta con profondità i maggiori argomenti antropologici del nostro tempo.
Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 Giugno 2026


