BARBERINO DI MUGELLO – Luigi Cicogni, 82enne di Barberino di Mugello, è stato protagonista di una vicenda che ha il sapore della beffa e che ha deciso di raccontare. Abitante nella frazione di Montecarelli, spiega di essere da tempo in attesa di effettuare l’intervento per la cataratta, prima a un occhio e poi all’altro. Un’operazione di routine a una certa età, per la quale spiega di aver trovato posto infine all’ospedale San Giacomo di Pistoia, nel reparto di Oculistica.
“I primi di luglio – racconta – ho fatto i controlli preoperatori e mi è stato fissato l’appuntamento per il 29 del mese. Poi però mi hanno chiamato e hanno detto che si doveva rimandare, in quanto c’era personale in ferie. Abbiamo allora fissato per l’11 Settembre, alle otto del mattino. Sono andato lì, e alle 8.15 circa mi hanno chiamato e portato davanti a un’infermiera per le domande di routine. Mi ha anche messo delle gocce nell’occhio e alle 8.35 circa mi hanno portato in una stanza, facendomi indossare solo gli slip e una vestina leggera, di carta velina. Ero a digiuno dalla sera prima e faceva anche freddo, ma pensavo che a breve mi avrebbero chiamato.
Invece sono rimasto lì senza vedere nessuno fino alle 12.30, per quattro ore. Alle 12.45 non ho più resistito e sono uscito per chiedere informazioni. Mi hanno detto che quell’attesa era normale, e che mi avrebbero chiamato poco prima delle 14.00. Ho spiegato all’infermiera che ero digiuno, che ho ottantadue anni e che per questo rientro tra le persone fragili. Lei allora mi ha fatto parlare con un medico. Anche lui ha detto che bisognava avere pazienza, che i tempi erano quelli.
Allora io mi sono rivestito e me ne sono andato, mentre gli addetti mi dicevano che, se me ne fossi andato, lì non mi avrebbero più chiamato. Tra l’altro, mi ero fatto accompagnare con l’auto della Misericordia di Barberino, la cui spesa, naturalmente, adesso sarà a carico mio. Ho buttato via soldi e tempo, ma quanto è accaduto non mi sembra una cosa giusta. Se c’era tanta gente, si potevano organizzare. Non si può far aspettare così tanto una persona fragile.
Adesso – conclude – ho preso nuovamente appuntamento con il medico di base per iniziare di nuovo la trafila. Spero di trovare posto a Firenze”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 Settembre 2026





