
SCARPERIA E SAN PIERO – “E’ vero che qualche giorno fa era il 5 maggio, quello dell’’Ei fu, siccome immobile’, ma nella pubblica amministrazione non dovremmo eccedere nell’immobilismo”: lo dice Federico Ignesti, presidente dell’Unione montana dei comuni del Mugello e sindaco di Scarperia e San Piero, che ha deciso di dare la sveglia a Regione Toscana e Città metropolitana di Firenze: “Dal 29 dicembre –quando vi fu la sospensione dell’autorizzazione per la centrale a biomasse di Petrona (articolo qui)- sono passati ormai quattro mesi e non abbiamo ancora una definizione chiara circa il passaggio delle deleghe tra Città metropolitana di Firenze e Regione Toscana, con centinaia di provvedimenti bloccati”. “E –aggiunge- non mi riferisco soltanto alla situazione venutasi a creare a Petrona (articolo qui), ma faccio un ragionamento più generale”.
“Per Petrona, come ho ribadito tante volte –continua Ignesti-, siamo favorevoli purché tutto abbia procedimenti autorizzativi corretti. E a questo proposito, davvero vorremmo capire cosa sta avvenendo. Sono state chieste integrazioni da presentare entro 30 giorni, son passati quattro mesi, e non è stato pronunciato né un sì né un no. Chi di dovere, Regione Toscana o Città Metropolitana, e ancora neppur noi abbiamo capito chi lo debba fare, e forse non lo hanno capito nemmeno loro, dia una risposta. Un sì, un no, non importa, ma non possono lasciarci nel limbo (articolo qui)”.
Ignesti ce ne ha anche per l’azienda: “La Renovo dovrebbe dirci a questo punto se è in grado di realizzare l’impianto nei tempi previsti, perché entro un anno dovrebbero essere pronti per allacciarsi al GSE, avendo partecipato a un bando ministeriale che eroga per 20 anni contributi ai produttori di energie rinnovabili. E i tempi scadono a maggio 2017. In un anno l’impianto dovrebbe entrare in funzione e, con tutto il rispetto, la vedo difficile”. Il sindaco, vista tutta questa matassa ingarbugliata, un timore ce l’ha: “Non vorrei che alla fine l’azienda pensasse a ricorsi e a richieste di danni nei confronti di Regione e Metrocittà”.
Ma non è solo questione di Petrona e Renovo. Ignesti critica la Regione Toscana e Città metropolitana: “Il passaggio delle competenze doveva avere una gestione più razionale e certa. Sembra che si siano dati provvedimenti di sospensione pensando quasi ‘Tanto non sarà più questione mia…’. Il fatto è che questo territorio ha dato la sua disponibilità a investire in energie alternative. Ma poi, quando si arriva al dunque, o per un motivo o un altro, tutto si blocca. E’ accaduto con l’impianto eolico del monte Gazzarro, quando tutto era stato autorizzato e alla fine arrivò la Sovrintendenza e fermò tutto. E non vorrei che con il progetto Cafaggiolo accadesse lo stesso, per qualche strano motivo. E così col cerino in mano rimangono le amministrazioni locali. Noi siamo a favore di tutto quello che contribuisce allo sviluppo del territorio, i contrari a prescindere sono agli altri. Ma questo atteggiamento regionale, questo frapporre ostacoli in continuazione, alla fine scoraggia gli investitori, allontana chi vuole intraprendere in un settore così rilevante. In fondo, chi si lamenta perché in Toscana gli impianti non si fanno, ha le sue ragioni. E questo blocco e incertezza sulle competenze aggrava ancor più la situazione”.
Ignesti conclude tornando alla questione Petrona: “Non vorrei che questo silenzio istituzionale fosse dettato da imbarazzo. Perché nelle date e nelle scadenze c’è qualcosa che non torna. Il permesso fu rilasciato a Renovo il 29 dicembre 2014, e l’azienda aveva un anno per andare a ritirarlo e non per iniziare i lavori; il permesso è stato ritirato il 20 gennaio 2015 e da questa data scattava l’anno, e avevano così tempo fino al 20 gennaio 2016 per aprire il cantiere”. Invece è intervenuta la sospensione. E tutto resta fermo.
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 maggio 2016





4 commenti
Caro Sindaco,
se ci avesse tirato fuori da questa storia quando poteva non saremmo arrivati a questo punto!.
I motivi in tanti glieli avevamo offerti: dall’approssimazione del piano di filiera per la reperibilità della legna, al fatto che questa ditta ha perso ricorsi in tutta Italia ovunque ha tentato di realizzare questo tipo di impianti e soprattutto al parere di Cordella e di tutti i medici che al livello nazionale, internazionale e mondiale indicano nella combustione di biomasse un allarmante pericolo per la salute umana. Evidenze scientifiche attestano che le nanopolveri e le altre sostanze tossiche sprigionate aumentano il rischio di cancro e di tante altre malattie in adulti e soprattutto nei bambini. Come primo garante della salute pubblica,anche senza i dati evidenti che pur e ci sono, doveva tutelare i nostri figli e applicare il principio di precauzione.
Non serviva l’immobilismo delle pubbliche amministrazioni per capire che questo progetto è sbagliato sotto tutti gli aspetti. Uscite del genere adesso denotano l’imbarazzo si, ma non della Regione o Città Metropolitana, ma bensì del Sindaco e della sua giunta, che invece di prendersi le sue colpe per aver supportato con tutte le forze un soggetto imprenditoriale improbabile, con un progetto improbabile, ampiamente detto e stradetto da tutti da oltre un anno, adesso getta dubbi su altri..
uomo avvisato mezzo salvato, si dice.
Più che passaggio delle competenze, mi pare un passaggio delle colpe.