MUGELLO – La società Promotech di Bomporto (Modena) è stata indagata per il rilascio di certificazioni, ritenute false, nel settore della sicurezza sul lavoro e per l’abilitazione all’uso di macchine operatrici agricole. Una vicenda che ha risvolti anche nel nostro territorio ove oltre 200 corsisti – almeno secondo la voce dell’indagato, oggi rinviato a giudizio – hanno ottenuto questi attestati di partecipazione. Dopo aver pubblicata la notizia dell’indagine e la dura presa di posizione di Coldiretti, avversa a questo tipo di semplificazione per una attività così delicata e altamente professionale, oggi diamo la parola all’ex rappresentante legale di quella società e titolare dei corsi Alessandro Moro.

“Iniziammo ad operare nella vostra zona chiamati all’inizio del 2013 da una azienda che produce manufatti in marmo a cui fummo segnalati da un nostro cliente della provincia Ferrarese. Rinnovammo a questa azienda i documenti sulla sicurezza e nell’occasione fummo contattati da un loro cliente imprenditore edile che necessitava di un POS particolare e di formazione ai propri dipendenti. Durante questi due interventi fummo contattati da una associazione di “contoterzisti” del settore agricolo di Prato e organizzammo per loro un corso di formazione presso una officina di riparazione macchine agricole ed operatrici di Borgo San Lorenzo. In questo contesto – grazie al passa parola – ricevemmo altre richieste per esaudire le quali però necessitavamo – essendo entrata in vigore la normativa sui corsi per l’abilitazione all’uso di macchine semoventi – di una sala conferenze ed un ampio piazzale per le prove pratiche.
Ci fu segnalata la cooperativa Sereni o in alternativa un’altra azienda agricola locale. Scelsi per la capienza la sala della cooperativa Sereni con cui facemmo un contratto a voce per l’uso della loro struttura (sala conferenze e piazzale ). Nel corso del 2013 non si è svolta molta attività che invece si incrementò nel 2014 attraverso la richiesta di corsi da parte di varie strutture di commerciali operanti nella vendita e riparazione di attrezzature o macchine.
Credo di aver abilitato circa 200 corsisti parte dei quali ha richiesto l’abilitazione per più tipologie di macchine. Infine, per alcune aziende più strutturate, ma collocate forse fuori dalla vostra zona (ad esempio Quarrata, Pistoia, Fiesole) abbiamo svolto corsi a domicilio presso le rispettive sedi. Nella speranza di essere stato esaustivo, porgo cordiali saluti, Alessandro Moro.”.
Ed ora un nostro commento. In questo spasmodico esercizio, o rincorsa che dir si voglia, all’ottenimento dell’agognato “pezzo di carta”, quasi fosse la chiave d’accesso per raggiungere ogni obbiettivo, ebbene, vince la superficialità. Abbiamo lette le pezze giustificative che la società ci ha inviate. E, francamente, da nessuna di queste emerge a chi competesse la titolarità di emettere la certificazione o l’attestato che fosse. Si capisce che Promotech, almeno a partire dal 2015 (per il pregresso non sappiamo), fosse una cosiddetta unità abilitata a eseguire corsi di formazione per specifiche categorie. Di certo non per l’uso di trattrici e macchine agricole. Tantomeno se potesse rilasciare, essa stessa direttamente, quei “pezzi di carta”. Già perché un conto è fare attività formativa, tutt’altro esaminarne i corsisti, valutarli, ed insieme a loro anche chi, appunto, li ha istruiti. Materia questa deputata ad un ente di certificazione o società abilitata a farlo, in ogni caso iscritte nei relativi elenchi professionali.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 ottobre 2016




