
VAGLIA – Il sindaco Leonardo Borchi si conferma un amministratore che va in controtendenza. Nel suo ultimo report sul proprio profilo social di Facebook infatti dichiara che non parteciperà all’iniziativa di martedì 29 novembre al mercato centrale a Firenze “a farmi fotografare con gli altri sindaci inneggiando il ‘Si'”. E conclude dicendo che, seppur non abbia ancora deciso, alla fine prenderà una posizione e la renderà pubblica perché, spiega, dichiarare il voto “è segno di responsabilità” da parte di un sindaco verso i propri concittadini. Ecco quel che scrive:
Non per spocchia e nemmeno perché ho deciso di votare “NO”. Ancora non ho abbracciato una scelta. Sono partito da lontano simpatetico con l’idea di affossare la riforma, ora ho più dubbi.
Se dovessi alla fine virare per il nuovo Senato avrei irritato tutti e mi sarei messo nella posizione più scomoda.
Ma per me rappresenta un anancasmo, una coazione: cercare di capire e decidere secondo coscienza, a costo di rimanere isolato.
Un giudizio netto però ce l’ho ed è sul tenore e il taglio di questa campagna referendaria. Pro e contro.
Non mi piace Renzi quando polemizza, strumentalmente, con l’Europa di Bruxelles accusandola di essere troppo rigida e si fa paladino della Nazione. Quando toglie, dalla quinta del suo social salotto comiziale, la bandiera dell’UE. Non mi piace quando usa gli slogans contro “la Casta”. Quando eleva la riforma a castigatrice dei politici (lui deve fare il macellaio o il commercialista!). Denuncia di voler tenere fuori il populismo di Grillo e poi usa il suo stesso linguaggio, le sue stesse leve.
Non mi piace Grillo e tutta la sua compagnia, che vede balenare la possibilità di dare una spallata all’odiato avversario (o nemico!?) e ricorre ad una violenza verbale inaudita. Di Salvini nemmeno dico.
Penso che il come, il modo, oltre che il fine, siano importanti. Si persegue un obiettivo con un mezzo che ne sia coerente. Non faccio la guerra per volere la pace. Così come se desidero far crescere questo Paese, in tutti i sensi, cerco di stimolare sinergie, non di farmi vuoto intorno.
Non penso di avere la Verità in tasca. Non si corre per vincere per vincere. A tutti i costi.
Matteo Renzi è un uomo, un politico, che per tanti aspetti ha una marcia in più. Un’energia dirompente, un intuito fulminante, una comunicazione efficace, anche quella dose di cinismo opportuna per scalare il potere.
Di lui, però, un aspetto mi ha sempre fatto paura e mi ha instillato diffidenza: la voglia di arrivare, di vincere. Comunque.
Per me fa la differenza dove… si vuole arrivare e, soprattutto, come, con che mezzi, con quale stile vogliamo vincere.
Augh.
Leonardo, sindaco
PS: Alla fine prenderò una posizione, anche se la fotografia del mio sentire sarebbe di astenermi. Ma non voglio delegare ad altri la decisione. Quindi manifesterò la mia intenzione di voto, perché penso, contrariamente ad alcuni che vogliono che un sindaco non si deve dichiarare, che un amministratore deve prendersi la responsabilità di far sapere ai suoi concittadini come si schiera.
Il voto, poi, sfatando un comodo ed opportunistico modo di dire, non è segreto. E’ svolto nel segreto per tutela di chi lo esercita da eventuali pressioni, ma è segno di responsabilità civile dichiararlo, soprattutto se si è disposti a sostenere in contraddittorio la propria scelta.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 novembre 2016






