BORGO SAN LORENZO – Il 10 dicembre di due anni fa molti di noi piansero. Piansero non solo i familiari, ma anche chi lo conosceva bene e gli era amico. Perché Carlo Incagli era una persona speciale. Lo è stato durante tutta la sua breve vita, lo è stato ancor più durante la sofferenza. Perché ha dato testimonianza di parecchie cose importanti: il valore che dava ai rapporti umani, l’impegno forte per le cose in cui credeva, la passione civile e politica che lo portò anche a fare scelte non facili e che sempre lo vide attivo e desideroso di dare un contributo concreto e positivo, l’amore tenero e profondissimo per sua moglie Ilaria, e, infine, la fede grande, semplice e profonda al tempo stesso, che lo ha sempre sostenuto, anche nei momenti più bui della sofferenza.
Oggi siamo andati a rileggere le pagine che “Il Filo” (un’iniziativa che vide anche Carlo, giovanissimo, tra i promotori) pubblicò all’indomani della sua scomparsa. E ci siamo commossi come allora.
Per questo abbiamo deciso di riproporre anche a voi queste letture.
In primo luogo un toccante ricordo scritto dal fratello Giovanni. (Clicca qui per leggerlo)
E poi due riflessioni di Carlo, dove vi si legge la fede profonda che lo animava. (Clicca qui)
Carlo ha dato tanto alla sua comunità. Non solo per quello che ha fatto, ma ancor più per la sua testimonianza e la sua passione, la sua presenza, il suo impegno senza limiti. Gli siamo grati, perché figure come la sua sono la migliore dimostrazione che si può sperare nel bene, nella capacità dell’uomo di offrire qualcosa di positivo. Carlo ci fa sperare nella Risurrezione. A quella Risurrezione nella quale ha creduto fino all’ultimo.
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 dicembre 2016



