MUGELLO – Il giro d’Italia ripassa dal Mugello, ma qualcuno se ne è accorto sulla RAI in televisione? Diremmo di no… pubblicità, telegiornali, interviste passate due o tre volte, sketches vari, cambi di rete. Ma vi è stato un enorme black out, a oscurare completamente il passaggio del Giro dal Mugello.
Ma andiamo con ordine. Nei trenta minuti precedenti la partenza della tappa su Rai sport il Mugello non è mai stato nominato. Si è parlato di Forlì, Modena, Bologna, Casentino, di Milano ma di Mugello mai.
Certo il tappone di più di 200 km quasi tutti in piano era pressoché inutile e poco interessante agonisticamente parlando.
Certo l’unica perla, da un punto di vista turistico e culturale, sul tragitto (a parte il lago di Bilancino che ha ricevuto insieme a Borgo l’unico spot di pochi secondi), la villa medicea di Cafaggiolo patrimonio mondiale Unesco era tutta infagottata da ponteggi (articolo qui) e non era il caso di farla vedere…
Fatto sta che per chi abbia seguito la dodicesima tappa del Giro d’Italia sulla RAI l’impressione è quella di avere assistito ad un vero e proprio boicottaggio della nostra zona.
Stefano Saporiti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 maggio 2017


2 commenti
Mi riferisco alla trasmissioni sportive RAI tv. E’ vero. Il nome Mugello, tanto meno Borgo San Lorenzo, non sono mai stati fatti, almeno su RAI due. E francamente non ho visto la trasmissione con lo spot di Borgo e di Cafaggiolo seppur di pochi secondi. Invece si è parlato a lungo dell’autodromo, intorno all’autodromo, le moto sull’autodromo ecc. e 3/4 volte è stato nominato Barberino, senza poi considerare che la Speaker di Rai 2, ferma nel viale IV novembre, ha detto un paio di volte “Borgo IN San Lorenzo”. Io non credo sia boicottaggio ma più semplicemente la nostra zona non gli ha rappresentato nulla, tantomeno Borgo dove, francamente, a parte qualche gruppo di palloncini rosa e bandierine in qua e là, non si è fatto molto di tangibile per l’accoglienza se non la presenza del sindaco, di gruppi di alunni delle scuole e dei media, d’obbligo. Ma la cittadinanza era poco partecipe, a parte le vecchie glorie paesane. Le strade sono state asfaltate e non è poco, ma questo conta per noi, perché per loro era ovvio che le strade dovevano essere a posto. Io avevo notato che a Ponte a Ema, tutte le finestre delle vie percorse dal giro, avevano un drappo rosa come mettevano i nostri nonni per onorare la processione che passava di sotto! Certo qui non c’è nato Bartali ma Nencini sì! 🙁 Insomma, oramai è andata, diamoci pace. Faremo meglio la prossima volta!
Il fatto grave è che non è stata la prima volta che si è voluto ignorare quanto può esserci di interessante ed attraente culturalmente e turisticamente, nelle nostre zone, attraversate dal Giro.
Mi riferisco al precedente passaggio della corsa rosa (non ricordo l’anno), quando ci fu una tappa che da S. Benedetto in Alpe portò i girini in quel di Marradi, passando per la SP 55 e SP 74, in prossimità del torrente Acquacheta. Costava un niente, all’elicottero, deviare di un paio di km ed inquadrare la famosa cascata, la Caduta, rammentata ed immortalata da Dante nella sua Divina Commedia.
Invece niente! Come se nessuno ne sapesse niente.
A meno che gli organizzatori pretendano dalle Amministrazioni locali che vengono attraversate dalle corsa, contributi, mazzette o bustarelle che dir si voglia, per inquadrare, ricordare e valorizzare luoghi con qualche merito turistico-culturale.
Tutti i Sindaci a correre per rifare il manto stradale se passa il Giro.
MA FACITEME ‘O PIACERE!!!
P.S. Io abito in quella frazione di Borgo che si sarebbe potuta vedere se quegli st…i della RAI non avessero interrotta la diretta per mandare in onda un ca220 di mini TG di durata proprio pari all’attraversamento del paese.
AFFAN…O!