FIRENZE – Dopo la denuncia da parte del sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco Conapo di Firenze a firma del suo segretario provinciale Riccardo Cenci sullo stato dei mezzi in dotazione al Distaccamento di Borgo San Lorenzo (articolo qui) – ne sono rimasti fermi tre per guasti meccanici dovuti alla loro vetustà, ritardando l’intervento durante il primo giorno dell’incendio di Gamogna, che ha distrutto 15 ettari di bosco (articolo qui) – il comandante provinciale Vvf Claudio Chiavacci ha definito “eccezionale” l’evento nel marradese. Aggiungendo che è in atto un piano di potenziamento e ammodernamento delle dotazioni.
Conapo interviene nuovamente, contestando l’affermazione sulla straordinarietà dei guasti e indicando come insufficiente il piano degli investimenti sui nuovi mezzi citati da Chiavacci. “Al momento – scrive Cenci – è stato solo pubblicato un bando di fornitura da circa 18 milioni di euro per l’acquisto di 60 Auto Pompa Serbatoio e 10 mezzi aeroportuali. Nessuna spesa per mezzi Anti Incendio Boschivo, di cui il Comando di Firenze o è sprovvisto oppure è palesemente vicino alla messa fuori uso. Questi investimenti, oltre ad essere gravemente tardivi, sono largamente insufficienti. Visto che sul territorio nazionale ci sono 730 sedi di Vigili del Fuoco, 60 Aps non ci sembra che possano far dormire sonni tranquilli ai cittadini”. E riguardo l’eccezionalità di Gamogna, Cenci smentisce: “Il giorno successivo si è fermato un altro mezzo del distaccamento di Borgo San Lorenzo e il giorno dopo se ne è bloccato un altro a quello di Petrazzi. Insomma mentre l’Amministrazione centrale con i suoi dirigenti ci rassicura, i Vigili del Fuoco e di riflesso i cittadini vivono una realtà ben diversa”.
Cenci si toglie altri sassolini dalle scarpe: “Le carenze non si fermano ai soli mezzi, ma riguardano anche alcune dotazioni personali quali le radio portatili. Ebbene si, è da non credere, ma siamo tornati ai tempi delle grida o urla, come preferite, e questo, specialmente negli incendi, può essere molto pericoloso per gli operatori Vvf. Al riguardo qualcuno ci dice che possiamo utilizzare i cellulari, come se nella situazione in cui siamo, ovvero senza radio, non lo facessimo già. Certo bisogna che ci sia segnale ed oltretutto lo facciamo con i nostri cellulari personali, quindi a spese nostre. Questo è solo un esempio delle dotazioni che, giustamente, ogni associazione di volontariato possiede… e noi no.”. E conclude sugli stipendi “di media più bassi di 300 euro rispetto agli altri Corpi dello Stato, pur essendo sottoposti a molti fattori di rischio”.
Massimo Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 agosto 2017



