
VICCHIO – Il Comune di Vicchio non ha mai conferito una cittadinanza onoraria. Lo farà a breve. E il primo a riceverla sarà Don Giuliano Landini, fin qui parroco della parrocchia di San Giovanni Battista a Vicchio e responsabile dell’Unità.
Giovedì 21 settembre, su proposta del sindaco Roberto Izzo, il Consiglio comunale lo nominerà cittadino onorario: gli verrà consegnata una pergamena, con la motivazione di questo conferimento, e il suo nome sarà scritto nell’apposito registro, finora vuoto.
Il Comune di Vicchio dà la cittadinanza onoraria a don Giuliano, si legge nella motivazione ufficiale “per aver dedicato con amore sincero ventisei anni del suo ministero sacerdotale alla comunità di Vicchio. La sua missione pastorale e civile si è caratterizzata negli anni, attraverso un impegno straordinario rivolto al bene comune, lavorando con spirito costruttivo e di pace all’interno della vita sociale del paese, mostrando un’attenzione particolare ai giovani, alle famiglie, alle persone anziane e ai più bisognosi”. E si sottolinea che egli “lascia in eredità al nostro paese importanti opere per le quali la comunità esprime gratitudine”. In questi anni il parroco vicchiese non è stato con le mani in mano: chiese restaurate, come quella di Gattaia, ha ristrutturato la canonica alle Caselle, facendone un ostello per i giovani, e soprattutto ha realizzato l’oratorio nel capoluogo (articolo qui).
Il sindaco Izzo di don Giuliano ha un ricordo speciale: “Fino a quando non sono stato eletto sindaco – ricorda – sono stato al suo fianco come direttore del Consiglio pastorale, e con lui ho svolto anche le funzioni di direttore del consiglio vicariale. Per questo mi sento particolarmente legato a questo sacerdote che ha guidato per un quarto di secolo la mia parrocchia”.

Quale è la migliore qualità di don Giuliano, chiediamo a Izzo – naturalmente a titolo personale e non istituzionale -. “E’ una persona che si impegna, dalla mattina alla sera, che si spende continuamente. Ed è una persona che continuamente cerca di non dividere ma di unire, questa è un’altra sua peculiarità importante: sì, ha sempre cercato di unire. E sul piano ecclesiale non posso dimenticare che ci lascia un gruppo di catechisti davvero folto e preparato, per i 280 ragazzi che vengono al catechismo in parrocchia”. E un difetto? Izzo ci pensa e sorride: “Qualche volta sembra che non ti ascolti. Ma poi non è così. In tutti questi anni è capitato di aver preso qualche discussione. Ma fondamentalmente è una persona buona, e non riesco a trovargli veri difetti”.
Don Giuliano Landini si congederà da Vicchio domenica 24. C’è da esserne sicuri, non mancherà la commozione.
Massimo Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 settembre 2017





