
MUGELLO – Anche il “Filo” aderisce con convinzione all’iniziativa dell’esposto rivolto a Corte dei Conti e Procura, in merito alle responsabilità per il grave danneggiamento dell’ex-ospedale di Luco di Mugello. E invita tutti i mugellani a mettere la propria firma a sostegno di questo esposto (articolo qui).
Sarebbe criminale lasciar crollare un patrimonio di arte e di storia qual è quello dell’antico monastero camaldolese di Luco. Eppure, se qualcosa non si muove, è questa la strada più probabile.
Ormai, da anni, gli enti pubblici hanno deciso di incrociare le braccia, rassegnati. E incapaci di dare una destinazione funzionale a questa grande struttura. La Regione Toscana, proprietaria dell’immobile, acquistato per 2 milioni e mezzo di euro, ha deciso di alienarlo, ma cercato ha cercato compratori senza alcun esito. Il Comune ha dato l’assenso a questa soluzione, cambiando la destinazione urbanistica, e consentendo che vi si faccia un resort di lusso, un albergo. Ma nessuno finora si è fatto avanti per acquistarlo.
Ma se non ci sono compratori è grave, e penalmente perseguibile, far diventare un bene culturale del genere, peraltro vincolato dalla Sovrintendenza, un cumulo di macerie. Il Mugello ha una struttura la cui storia inizia nel 1086, e con un bellissimo chiostro rinascimentale attribuito a Giuliano di Sangallo, architetto dei Medici, e vederla distruggere in silenzio non è possibile.
Ben venga quindi questa iniziativa, promossa dal capogruppo della lista civica Luca Margheri –ma che ha, lo sottolinea lo stesso promotore, connotazioni non partitiche -, per spingere la Regione Toscana a muoversi, e a provvedere intanto a fermare il degrado, con un intervento di manutenzione straordinaria.
E potrebbe essere l’occasione per interrogarsi anche se davvero l’alienazione e la trasformazione in albergo debba essere l’unica strada percorribile. Una domanda che politici e amministratori per primi farebbero bene a porsi.
Quindi, intanto firmiamo, per dar forza a questo esposto, e far sentire alla Regione, con forza, un messaggio chiaro: che il Mugello non è disposto a veder crollare, per una colpevole incuria e un ancor più colpevole disinteresse, un pezzo così importante del suo patrimonio culturale e artistico.
L’esposto e il modulo raccolta firme è scaricabile qui oppure è disponibile in formato cartaceo presso la sede del “Filo”, in corso Matteotti, 212 a Borgo San Lorenzo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 ottobre 2017




