MUGELLO – Sequestrata carne avicola di qualità scadente ad una azienda fornitrice delle mense scolastiche di Borgo San Lorenzo e Dicomano. Forse usata, forse no. In ogni caso non sembrano rilevabili particolari conseguenze in caso di consumo. Tuttavia un nuovo episodio che rafforza il convincimento di come, nelle attività collaterali all’insegnamento, nella scuola italiana in generale, qualcosa non funzioni.
Il Mugello specchio della scuola italiana, appunto, in generale. In certi casi, plessi e sedi scolastiche inadeguate, per situazioni conosciute, cui si cerca di porre rimedio. Diversamente, qualche amministrazione locale ha invece investito moltissimo sull’adeguamento e sul miglioramento sismico degli edifici scolastici. Altre, addirittura, allestendo le mense scolastiche ed i punti di preparazione dei pasti con criteri d’avanguardia, proponendo menù personalizzati. Quindi un quadro organizzativo, e di fatto, disomogeneo, fra luci e ombre.
A Borgo San Lorenzo, ad esempio, ove sono concentrate le scuole d’istruzione superiore, da anni si combatte per dotare l’istituto Chino Chini di una propria palestra per l’attività fisica. Anche per la sistemazione dell’area ove insiste. Poi c’è la questione della scuola primaria con gli alunni trasferiti, temporaneamente, nei containers installati nel contiguo giardino (articolo qui). Insomma una situazione complessiva che suscita perplessità, in specie alla luce dei recenti finanziamenti reperiti, rapidamente, per il piano di investimento e sviluppo delle piscine (articolo qui). E, su questo aspetto, non è chiaro se sia stata fatta una scala di priorità degli interventi, di sicuro è certo ciò che è prevalso.
Adesso, notizia fresca, questa indagine che vede coinvolta una ditta, attiva nel campo della distribuzione alimentare, fornitrice delle mense scolastiche di due scuole in Mugello, quelle di Borgo San Lorenzo e Dicomano. L’operazione denominata “Malacarne” (articolo qui), eseguita dai Nas dei Carabinieri, dicono le agenzie di stampa, “ha portato all’arresto di cinque persone accusate di aver promosso un’associazione per delinquere finalizzata alla frode nelle pubbliche forniture e alla truffa ai danni degli enti pubblici”. In particolare l’indagine ha accertato che questa azienda riforniva con carni avicole di incerta qualità alcune scuole. Punto. Resta da capire, chissà, se queste carni siano davvero giunte anche nelle scuole mugellane, e se siano state consumate. Comunque, eccoci, un altro brutto colpo, magari indiretto, per l’istruzione pubblica, o meglio per il sistema della scuola nazionale.
Ma aldilà delle conseguenze penali, sull’accertamento delle responsabilità di chi doveva o avrebbe dovuto controllare, resta l’amarezza per un fatto di per sé sconcertante. La scuola dell’obbligo non impone, diciamo “consiglia”, l’uso della mensa scolastica. Una pratica consolidata che agevola la socializzazione fra gli alunni e gli studenti, una palestra di vita. Le famiglie, fra le quali alcune in ristrettezza economica, accezione diversa dall’indigenza, compiono veri sacrifici per pagare la retta mensile e consentire la frequentazione della mensa scolastica ai propri figli, senza generare emarginazione o isolamento. Sicché, scoprire, o leggere, che quei loro soldi sono impiegati a scapito della qualità di una attività collaterale alla scuola dell’obbligo, ebbene, fa male. Prevale un sentimento diffuso, la rassegnazione. Rassegnazione civica.
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 novembre 2017




